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4. Parole e musica: le canzoni

Mass media
Il piacere della musica, 1952. Fonte: INDIRE-DIA, Olycom spa

Tra l'Ottocento e il Novecento, la canzone, in particolare la canzone napoletana, è insieme a poche opere letterarie tra cui il Pinocchio di Collodi uno dei primissimi prodotti da esportazione della cultura di massa italiana.

Si tratta di un componimento breve e facile da ricordare, per la melodia che ne costituisce l'anima musicale, e per la semplicità delle parole: per oltre un secolo la canzone è stata la parte “leggera” della musica, trattata in generale con disprezzo dai cultori della musica “classica”; ed è stata la poesia per chi non legge poesia, e anche per chi non legge affatto, con i suoi versi dedicati generalmente a un tema amoroso.

 

Ancor prima della nascita e della diffusione del grammofono e del disco, che in Italia arrivarono come beni relativamente di lusso negli anni tra le due guerre e divennero autenticamente “di massa” solo negli anni Cinquanta-Sessanta, la canzone aveva trovato il modo di circolare largamente. A diffondere le melodie provvedevano i suonatori ambulanti, accompagnati da fisarmonica, chitarra o violino, o gli organini mobili detti “di Barberia” che percorrevano incessantemente le vie dei quartieri popolari, e distribuivano per pochi centesimi fogli volanti, in napoletano “copielle”, con le parole delle canzoni delle quali diffondono le melodie. Dopo la grande guerra le parole delle canzoni sarebbero passate dalle “copielle” ai cosiddetti canzonieri, raccolte dei successi di una stagione, autentici best seller del tempo. E ci avrebbe pensato la radio a portare le canzoni, parole musica e voci dei cantanti più noti, nelle case. La durata della canzone, dai due ai quattro minuti, era standardizzata e lo sarebbe rimasta a lungo.

 

Negli anni Cinquanta la canzone italiana (e in lingua italiana), mentre cominciava la diffusione del disco prima di tutto a 45 giri, che conteneva una canzone per facciata, poi anche a 33 giri, trovò il suo punto di riferimento ufficiale, il Festival di Sanremo che univa dapprima attorno alla radio poi ben presto attorno alla televisione gran parte del Paese. Fu Sanremo, unitamente ai programmi d'intrattenimento della TV, a fare conoscere i grandi autori-cantanti, da Domenico Modugno a Lucio Battisti, fino a Vasco Rossi e oltre, che avrebbero animato le diverse fasi della storia della musica leggera italiana.