Cronologia

Nascita di Cesare Pavese

1908

8 settembre 1908 – Cesare Pavese nasce a Santo Stefano Belbo, un paesino delle Langhe in provincia di Cuneo. La famiglia vive a Torino dove il padre lavora come impiegato del tribunale, ma ogni anno trascorre le vacanze a Santo Stefano, nel piccolo podere di proprietà, un’abitudine che pavese conserverà anche da adulto.

Un'infanzia difficile

1914

Perde il padre, che muore di tumore al cervello. Cesare – ultimo di cinque figli, tutti morti tranne una sorella – viene allevato dalla madre, di carattere duro e severo. Questa dolorosa situazione familiare spiega almeno in parte i problemi psicologici che tormenteranno lo scrittore per tutta la vita.

Gli studi

1923 - 1927

Frequenta il Liceo D'Azeglio di Torino. Ha come insegnante di latino e greco Augusto Monti, scrittore e autore di saggi, convinto antifascista. Intorno a Monti si forma un gruppo di giovani intellettuali contrari al fascismo, fra i quali Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Giulio Carlo Argan, Federico Chabod, Giulio Einaudi e lo stesso Pavese.

Inizia la collaborazione con Einaudi

1932 - 1933

Giulio Einaudi, il più giovane degli allievi di Monti, fonda la casa editrice che porta il suo nome. Pavese, che nel frattempo si è laureato in lettere con la tesi Interpretazione di Walt Whitman poeta[1], inizia a collaborare con Einaudi e fa pubblicare sulla rivista La cultura saggi su Gertrude Stein, William Faulkner, Charles Dickens e altri. Nel 1934 diventa direttore della rivista.



[1] Walt Whitman (1819- 1892) è un poeta e scrittore americano, autore della famosa raccolta in versi Foglie d'erba. Della raccolta fa parte la poesia O capitano! Mio capitano!- citata nel film L'attimo fuggente

Al confino

1935

Pavese non partecipa in modo attivo alla lotta contro il fascismo, ma la sua vicinanza al gruppo degli intellettuali torinesi insospettisce il regime. Durante una perquisizione viene trovato in possesso di lettere compromettenti (alla sua biografa Bona Alterocca Pavese dirà che non sapeva di chi fossero quelle lettere e di non conoscerne il contenuto) e condannato a tre anni di confino in un paesino della costa ionica, Brancaleone Calabro. Qui inizia a tenere un diario che diventerà Il mestiere di vivere. Durante il confino vine pubblicata sulla rivista Solaria la sua raccolta di poesie Lavorare stanca.

I primi romanzi

1936 - 1941

Ottenuta una riduzione della pena, torna a Torino dove apprende che Tina, la donna di cui è innamorato, ha sposato un altro e che Lavorare stanca non ha avuto successo. Ha una forte crisi depressiva che coincide anche con la sua decisione di scrivere in prosa. Nascono i racconti, pubblicati dopo la sua morte col titolo Notte di festa e i romanzi Il carcere, Paesi tuoi, La bella estate, La spiaggia.

L’interesse per il mito

1943

Dopo l'armistizio dell'8 settembre, gli amici del gruppo torinese passano alla Resistenza, ma Pavese non segue il loro esempio e per sfuggire ai bombardamenti raggiunge la sorella, sfollata nel Monferrato, a Serralunga di Crea. È un periodo di grande tristezza e isolamento, durante il quale approfondisce il suo interesse per il mito leggendo sia i classici greci e latini, sia le opere di Frazer[1], di Kerenji[2] e di altri moderni studiosi di mitologia e antropologia. Da questa esperienza in Monferrato prenderà spunto per il romanzo La casa in collina, scritto fra il 1947 e il 1948.



[1] James George Frazer (Glasgow 1854Cambridge 1941) antropologo e storico delle religioni di nazionalità, è autore del Ramo d’oro. Quest’opera monumentale si sviluppa intorno alla storia di Rex Nemorensis, sacerdote di Diana, dotato di straordinari poteri che gli permettono di agire sulla natura e sulla fertilità.

[2] Károly Kerényi (Temesvár, 1897 – Zurigo, 1973), filologo e storico delle religioni, ebbe come suo principale interesse lo studio della mitologia greca. Fra le sue opere più famose figurano Gli dei e gli eroi della Grecia e Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia, scritto in collaborazione con Jung.

La militanza politica

1945

Finita la guerra torna a Torino. Qui per scopre che molti dei suoi amici e un suo allievo di diciotto anni, Gaspare Pajetta, sono morti combattendo durante la Resistenza. Il dolore lo spinge a impegnarsi in prima persona in politica: intensifica la sua attività all'interno della casa editrice Einaudi, si iscrive al Partito Comunista e lavora alla redazione del quotidiano del Partito, L'Unità, dove conosce Italo Calvino.

L’amore per Leucò

1946

Si trasferisce a Roma per potenziare la sede dell'Einaudi nella città. Sarà un anno difficile, segnato da un nuovo infelice amore per Bianca Garuffi a cui dedica il suo nuovo libro: Dialoghi con Leucò.

Le Collane

1947

Pavese progetta e realizza la collana Collezione di studi religiosi, etnologici e psicologici – nota come “Collana viola” per il colore delle copertine dei volumi – che farà conoscere in Italia le opere di studiosi come Malinowski[1], Propp[2], Jung[3]; per Einaudi inaugura la nuova collana di narrativa Coralli e per L'Unità scrive il romanzo Il compagno.



[1] Bronisław Malinowski (Cracovia, 1884New Haven, 1942) è considerato il fondatore della moderna etnografia, la scienza che studia i costumi e le tradizioni dei popoli viventi dell’etnografia moderna. Malinowski teorizza la sua idea di cultura nel saggio Una teoria scientifica della cultura, uscito nel 1944.

[2] Vladimir Propp (San Pietroburgo, 1895Leningrado 1970), linguista e antropologo russo, è noto soprattutto per il suo libro Morfologia della fiaba, che ha segnato un punto di svolta nello studio del folklore.

[3] Carl Gustav Jung (Kesswil 1875Küsnacht 1961) di origine svizzera, è stato psichiatra, psicoanalista e antropologo. Dopo aver inizialmente aderito alle idee di Sigmund Freud se ne è distaccato per indicare un nuovo orientamento della psicoanalisi, secondo il quale – come spiega negli Archetipi dell’inconscio collettivo- in ogni persona esiste, oltre a quello individuale, anche un inconscio collettivo, comune a tutti gli uomini, che deriva dai comuni antenati e che si esprime attraverso archetipi, simboli presenti in ogni popolo e in ogni cultura.

Lavoro e delusioni

1948 - 1950

In questo periodo Pavese pubblica numerose opere: Prima che il gallo canti (1949) La casa in collina (1948), La bella estate (1949) e riceve il premio Salento per Il compagno. Non mancano le amarezze: il suo articolo sul mito pubblicato nella rivista Cultura e realtà è fortemente criticato dai compagni del Partito e s’innamora amore dell’attrice americana Constance Dowling, che però ben presto lo abbandona gettandolo nello sconforto. In segno di addio, Pavese le dedica il romanzo La luna e i falò; a Constance Dowling è ispirata anche la raccolta di poesie Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Il suicidio

1950

27 agosto 1950 Si uccide a Torino, in una camera dell'Hotel Roma. Un mese prima aveva ricevuto il Premio Strega per La luna e i falò.