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"Orlando Furioso"

Letteratura e teatro

Ariosto lavorò alla scrittura del suo poema per tutta la vita: l’ultima edizione (1532) comprendeva 46 canti in ottave, per un totale di 38.736 versi. Ariosto presenta il Furioso come una gionta, una continuazione dell’Orlando Innamorato di Boiardo, rimasto interrotto all’episodio in cui Carlo Magno, dopo la lite fra Orlando e Rinaldo entrambi innamorati di Angelica, la bella principessa del Catai, decide che la fanciulla sarà data in premio a chi combatterà con più valore contro i Saraceni; nel frattempo la affida in custodia al vecchio duca Namo di Baviera.

 

L’Orlando Furioso inizia con Angelica in fuga dalla tenda di Namo, inseguita da tutti i suoi innamorati. La ricerca della fanciulla dà l’avvio a innumerevoli e straordinarie vicende – come la pazzia di Orlando, il viaggio di Astolfo sulla luna, gli incantesimi del mago Altlante – che si concluderanno con la fine della guerra, vinta dai cristiani.

 

Protagonista del poema è Orlando, paladino prediletto di Carlo Magno, guerriero valoroso, uomo colto e saggio, impazzito per amore di Angelica che non lo corrisponde e si unisce al pagano Medoro.

 

È molto difficile fare una sintesi del Furioso perché le storie si interrompono, si intrecciano e riprendono continuamente, in un turbinio fantasmagorico di luoghi e personaggi.

 

Si possono comunque individuare almeno due filoni narrativi: quello epico, rappresentato dalla guerra fra cristiani e saraceni che fa da sfondo a tutto il poema; quello romanzesco, che riguarda le vicende dei singoli personaggi e ruota attorno all’amore infelice di Orlando per Angelica e all’amore fortunato della guerriera cristiana Bradamante per il pagano Ruggierio: Ruggierio alla fine si convertirà e sposerà Bradamante, dando origine alla casata degli Estensi.

 

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