, dopo l'accesso o la registrazione il tuo account verrà connesso.

RAI - Radiotelevisione Italiana

    RAI - Radiotelevisione Italiana

    La RAI - Radiotelevisione Italiana è la società per azioni concessionaria del servizio pubblico radiofonico e televisivo in Italia; ha operato in regime di monopolio fino al 1976, quando la Corte Costituzionale ha affermato la legittimità delle emittenti private in ambito locale.

    Nata nel 1944 sulle ceneri dell'EIAR, come RAI - Radio Audizioni Italia, visse un periodo iniziale frammentato, con le stazioni radiofoniche del nord (Rete Rossa) gestite dal Comitato di Liberazione Nazionale e quelle del centro-sud (Rete Azzurra) controllate da governo e alleati. Tra i programmi che nacquero in quel periodo si ricordano "Botta e risposta" (1944-56, condotto da Silvio Gigli, fu il primo quiz della radio italiana) e "L'approdo" (1945-77), la rubrica letteraria più illustre e longeva della storia radiotelevisiva italiana, cui parteciparono scrittori e intellettuali tra i più eminenti del paese, da Emilio Cecchi a Giuseppe Ungaretti. L'unificazione della RAI, avviata nel 1945-46 dal presidente Carlo Arturo Jemolo, fu completata tra il 1948 e il 1951, prima con l'istituzione di una sede unica a Roma, poi con la riorganizzazione dei canali radiofonici per generi prevalenti, sul modello britannico della BBC: il Programma Nazionale, a carattere generalista, ma con una forte vocazione informativa; il Secondo Programma, dedicato principalmente all'intrattenimento; e il Terzo Programma, a carattere culturale.

     

    Per la televisione, sperimentata dall'EIAR già alla fine degli anni '30, bisognò attendere il 3 gennaio 1954, quando la RAI inaugurò le trasmissioni regolari, diffuse inizialmente su un solo canale (Programma Nazionale). Il primo successo di massa della TV italiana fu il quiz di Mike Bongiorno "Lascia o raddoppia?" (1955-59), un programma capace di trainare il mezzo verso una rapida ascesa. Gli abbonati che alla fine del 1954 erano solo 88.000 (72.000 famiglie e 16.000 locali pubblici) sarebbero diventati oltre un milione nel giro di quattro anni. Tra le altre trasmissioni che contribuirono al successo della TV italiana, diverse si basavano sulla musica leggera: dal Festival di Sanremo (in diretta TV dal 1954, tuttora tra le trasmissioni più seguite sul piccolo schermo) a "Il musichiere" (1957-60, condotto da Mario Riva) e "Canzonissima" (1958-75). Il palinsesto del Programma Nazionale, che attingeva molto dalla tradizione radiofonica, comprendeva anche trasmissioni di informazione (il Telegiornale, dal 1954), sport (la "Domenica sportiva", dal 1954), film e teatro, come pure programmi educativi ("Non è mai troppo tardi", 1960-68) e culturali, trasmissioni per ragazzi e pubblicità (il "Carosello").

    Il Secondo Programma iniziò le trasmissioni nel 1962, durante la gestione di Ettore Bernabei, che ampliò la programmazione anche sul Programma Nazionale, dando un forte impulso alla funzione pedagogica della televisione, con la produzione di romanzi sceneggiati (come "La cittadella", 1964, e "I promessi sposi", 1967) e programmi culturali (tra gli altri, "L'approdo", in versione televisiva dal 1963). La gestione di Bernabei (1960-1974), rafforzò inoltre l'offerta di informazione (fu varato il TG2 e aumentato il numero di edizioni del TG1) e intrattenimento (per esempio con il celeberrimo varietà "Studio Uno", 1961-66). Nel frattempo anche la radio viveva una stagione di rinnovamento, grazie alla riforma voluta nel 1966 da Leone Piccioni, che introdusse una programmazione diretta ai giovani (da "Bandiera Gialla", 1965-70, a "Per voi giovani", 1966-76, e "Alto gradimento", 1970-76) e le prime forme di interattività con le telefonate di "Chiamate Roma 3131" (dal 1969).

     

    La fine del monopolio, a metà degli anni Settanta, portò la RAI ad una riforma che pose fine all'era del centralismo a favore di una spartizione politica dei canali, poi definita "lottizzazione". Intanto le emittenti private, radiofoniche e televisive, sottraevano sempre più pubblico e risorse pubblicitarie alla RAI, che concentrò i propri sforzi nel fronteggiare la concorrenza soprattutto sulla televisione. Nel 1977 si inaugurarono le trasmissioni a colori e nacque "Portobello", condotto da Enzo Tortora; nel 1979 fu varata la terza rete, a vocazione regionale; e nel 1984 fu avviato il servizio del Televideo.

    Negli anni Ottanta, si instaura il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset), con il passaggio a quest'ultima di vari dei personaggi-simbolo delle reti di stato, come Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Raffaella Carrà, Corrado, Maurizio Costanzo, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, e nasce l'Auditel: la RAI si lascia trascinare in una battaglia quotidiana sull'audience che livella verso il basso la qualità dei programmi, con l'assottigliamento delle differenze tra emittenza pubblica e commerciale. Da questo punto di vista, è soprattutto la terza rete a incarnare l'idea di un servizio pubblico vivo e cangiante. Rai Tre, infatti, si trasforma in fucina di nuovi talenti e linguaggi sotto la direzione di Angelo Guglielmi (1987-1994), che punta sulla sperimentazione e l'innovazione, con programmi come "Telefono giallo" (1987-92, condotto da Corrado Augias), "Un giorno in pretura" (dal 1988), "Blob" (dal 1989), "Chi l'ha visto?" (dal 1989) e "Quelli che il calcio" (condotto da Fabio Fazio, in onda dal 1993) e con le trasmissioni di Michele Santoro, Serena Dandini e Piero Chiambretti. Le trasmissioni più seguite, però, sono quelle di Rai Uno e Rai Due, con le fiction (tra le altre, "La piovra", 1984-2003, e "Il commissario Montalbano", in onda dal 1999), i varietà (per esempio l'edizione di "Fantastico" del 1987), e soprattutto i grandi eventi in diretta: dalla tragedia dell'Heysel (1985) alla caduta del muro di Berlino (1989), dalle varie edizioni dei mondiali di calcio all'11 settembre 2001.

     

    Criticata sul lato qualitativo, soprattutto per la produzione dei vari reality show, nel primo decennio del nuovo secolo la RAI vive la crisi della tv generalista e soffre la concorrenza dei nuovi media, ma continua a catalizzare l'attenzione del pubblico soprattutto in corrispondenza dei maggiori eventi (principalmente quelli calcistici) e degli spettacoli di star come Roberto Benigni, Adriano Celentano e Fiorello (che riesce a riportare in auge anche l'intrattenimento radiofonico, con il fortunato "Viva Radio 2", 2001-08). Con il passaggio al digitale terrestre, completato nel 2012, la RAI si proietta verso una programmazione tematica, moltiplicando e differenziando la sua offerta, che comprende 14 canali televisivi e 5 radiofonici.

    Materiali collegati

    Chiavi di VIVIT: