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I manoscritti della "Divina Commedia"

Letteratura e teatro
L’incipit del Paradiso in uno dei più antichi codici della Commedia

1304 – Dante inizia a scrivere la Commedia, che porterà a termine nel 1321, anno della sua morte. Secondo Boccaccio, Dante avrebbe composto i primi sette canti dell’Inferno a Firenze, quando ancora non era in esilio. La notizia non è certa, e comunque si tratterebbe di testi molto diversi dalla versione definitiva.

 

1314-1315 – A Verona viene reso pubblico l’Inferno e l’anno successivo il Purgatorio; il Paradiso verrà divulgato dai figli del poeta, dopo la sua morte.

 

1317 – Il notaio ser Tieri degli Useppi da San Gimignano trascrive alcuni versi del III canto dell’Inferno sulla copertina di un registro di atti criminali che si trova presso l’Archivio di Stato di Bologna; sempre in questo Archivio sono conservati Memoriali di altri notai che, nello stesso periodo, riportano versi del Purgatorio. I versi venivano utilizzati dai notai per riempire gli spazi bianchi dei loro atti, in modo da evitare aggiunte e modifiche da parte di altri.

 

1322-1330 – In questo periodo un rabbino romano trascrive in ebraico alcune terzine del Paradiso.

 

1336 – A Genova, il copista Antonio da Fermo scrive il primo codice datato, che riporta l’intera Commedia. Il manoscritto in pergamena è conservato nella Biblioteca Comunale Passerini Landi di Piacenza e per questo è detto Manoscritto Landiano.

 

1337 – Francesco di Ser Nardo da Barberino copia il manoscritto fiorentino, detto Tivulziano perché si trova nella Biblioteca Trivulziana di Milano. Circa dieci anni dopo Francesco da Barberino dirigerà un’officina di copisti che riuscì in poco tempo a produrre cento copie della Commedia, dette “Danti del Cento”.

 

1374-1375 – A Firenze, nella Chiesa di Santo Stefano in Badia, Giovanni Boccaccio legge la Commedia. Altre letture pubbliche sono fatte a Siena, Bologna, Ferrara, Verona…

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