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"Divina Commedia"

Letteratura e teatro
Domenico di Michelino, "La Divina Commedia di Dante". Fonte: Wikimedia Commons

Dante inizia a scrivere la Commedia probabilmente intorno al 1304, interrompendo la scrittura del Convivio e del De vulgari eloquentia. Nel 1314, a Verona, rende pubblico l’Inferno e l’anno seguente, il Purgatorio; il Paradiso verrà invece divulgato dai figli dopo la sua morte. L’opera ebbe subito un successo straordinario.

Il tema

La Commedia racconta il viaggio di Dante nei regni oltremondani: per salvarsi dal pericolo della dannazione in un gravissimo momento di crisi spirituale, il poeta scende fin nel profondo dell’Inferno, dove si trova Lucifero; attraverso un cunicolo sotterraneo, giunge poi sulla spiaggia di un’isola situata in mezzo all’Oceano, dove s’innalza la montagna del Purgatorio; inizia a risalire la montagna fino alla cima, sede del Paradiso terreste: da qui, attraverso le sfere concentriche che ruotano intorno alla terra, giunge fin nell’Empireo, sede di Dio.

 

La struttura

La Commedia comprende 100 canti in terzine a rima incatenata (detta terza rima [La terza rima è una struttura metrica originale creata da Dante Alighieri. Una composizione in terza rima presenta il seguente schema: ABABCBCDCDED ... Tutti i versi, tranne la prima e l’ultima coppia (A e Z), rimano a tre a tre. Il numero dei versi può variare, ma se diviso per tre dà sempre il resto di 1. I gruppi di tre versi che rimano fra loro sono intrecciati l’uno con l'altro in una sequenza continua, come gli anelli di una catena. La terza rima viene quindi anche detta rima incatenata.]). I canti sono suddivisi in tre parti (le cantiche): Inferno, Purgatorio e Paradiso; l’Inferno è costituito da 34 canti (il primo va considerato come il proemio a tutta l’opera), il Purgatorio e il Paradiso, da 33 ciascuno.


Il numero tre – che simboleggia la Trinità – ricorre spesso nella Commedia, insieme ai suoi multipli: le tre fiere che il poeta incontra nel primo canto, i nove cerchi che costituiscono l’Inferno, le nove partizioni del Purgatorio, i nove cieli del Paradiso; tre sono le guide del poeta: Virgilio, dalla porta dell’Inferno fino al Paradiso terrestre, poi Beatrice, fino all’Empireo, infine San Bernardo di Clairvaux, che lo conduce alla contemplazione di Dio. In ognuna delle tre cantiche, nel canto VI si trattano gli stessi temi (vicende politiche e predizioni di eventi futuri: nell’Inferno nel cerchio dei golosi Ciacco predice a Dante l’esilio; nel Purgatorio, per bocca di Sordello, Dante lancia un’invettiva contro l’Italia; nel Paradiso l’anima dell’imperatore Giustiniano esalta la funzione e l’importanza dell’Impero).

 

La lingua

La lingua che Dante usa nella Commedia è estremamente varia, e quando le parole e le espressioni esistenti appaiono insufficienti, il poeta ne crea delle nuove. Ancora oggi nella lingua italiana sono presenti espressioni che provengono dalla Commedia.

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