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Dolomiti-Unesco 6

Scheda: la derivazione tramite suffissi

 

Le parole derivate si sono formate da altre parole preesistenti (parole base) attraverso 2 principali procedimenti: l’uso di prefissi e suffissi.

 

I prefissi non possono cambiare la categoria grammaticale della base mentre i suffissi possono produrre le seguenti modificazioni:

-nomi (es. guerra) > nomi (guerr-iero), aggettivi (guerr-esco), verbi (guerr-eggiare);

-aggettivi (es. rosso) > nomi (ross-ore), aggettivi (ross-astro), verbi (ross-eggiare);

-verbi (es. cantare)> nomi (canta-nte), aggettivi (canta-bile), verbi (cant-icchiare).

 

L’attività svolta presenta nomi derivati da altri nomi attraverso l’uso di suffissi.

 

Il significato delle parole derivate è di solito deducibile dal significato della base. Si possono distinguere 4 significati ricorrenti:

  • gli agenti: designano persone che esercitano un’attività connessa con la parola di base (fior-aio, aut-ista);
  • gli strumenti: designano apparecchi, macchine, prodotti (registra-tore, temper-ino);
  • le azioni concrete e astratte e le qualità astratte (circola-zione, turba-mento, giust-izia);
  • i luoghi e i collettivi: pan-ificio, libr-eria, fogli-ame.

 

Alcuni suffissi sono polisemici, cioè producono derivati diversi sul piano del significato; il suffisso -aio può produrre nomi d’agente come anche luoghi e collettivi (tabacc-aio, bagagli-aio)

 

Adattato da Lo Duca, Solarino (2006), Lingua italiana. Una grammatica ragionevole, Unipress, Padova.

 

Vedi anche: Nomi derivati