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"Teseida"

    Letteratura e teatro

    È il primo poema epico in volgare della letteratura italiana. Il titolo completo è Teseida delle nozze d'Emilia e Boccaccio lo dedica a Fiammetta. Scritto in ottave e articolato in 12 libri come l’Eneide di Virgilio, narra la lotta di Teseo contro la città di Tebe e contro le Amazzoni, uno scontro durissimo che si conclude col matrimonio dell’eroe con Ippolita, regina delle donne guerriere.

    In questa vicenda si inserisce la storia di Arcita e Palemone, prigionieri tebani, entrambi innamorati di Emilia, sorella di Ippolita, che hanno visto attraverso la finestra della prigione. I due si sfidano a duello: Arcita vince e, sebbene ferito a morte, sposa Emilia; nel testamento però lascia scritto che alla sua morte siano celebrate le nozze fra Palemone ed Emilia.

    Ciascuno dei dodici libri della Teseida è preceduto da un sonetto che serve da introduzione e sommario. Il primo sonetto riassume l’argomento generale dell’opera. Il proemio è costituito da una lettera in prosa indirizzata a Fiammetta dove Boccaccio afferma di raccontare questa antica storia per vincere la freddezza (turbato aspetto) della donna amata.

    La Teseida trae ispirazione dalla Tebaide del poeta latino Stazio, dall’Eneide di Virgilio e dalla narrativa francese (in particolare dal Roman du Chastelain de Couci). Poliziano apprezzò moltissimo l’opera che trova riscontri nell’Orlando innamorato di Boiardo e nell’Orlando Furioso di Ariosto.

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