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"Storia di una capinera"

Letteratura e teatro
Una capinera. Foto di spacebirdy, 2013. Fonte: Wikimedia Commons

Storia di una capinera ha forma epistolare: consiste in una serie di lettere che Maria, la giovane educanda protagonista del romanzo, scrive a Marianna, un tempo sua compagna di convento e ora sposa felice. Maria, rimasta orfana, a causa delle ristrettezze economiche della famiglia, a sette anni era stata chiusa in un monastero di Catania perché diventasse suora di clausura. Durante l'epidemia di colera che colpisce la città, Maria si trasferisce nella casetta del padre sul Monte Ilice da dove inizia a scrivere all'amica. Dopo poco tempo conosce Nino e s'innamora di lui, ricambiata. L'epidemia finisce e Maria deve tornare in convento. Nella triste vita di clausura la fanciulla ha come unico conforto le lettere che scambia con Marianna, dove racconta i pensieri e i desideri che la tormentano, minandole il corpo e lo spirito. Quando riceve la notizia che Nino ha sposato Giuditta, la sua sorellastra, Maria, disperata, prende i voti. Ma essere diventata suora non placa i sentimenti dell’infelice che continua ad amare Nino e a sentirsi in colpa per questo. Ad accrescere il suo tormento c'è la scoperta che dalla terrazza del monastero può vedere la casa degli sposi e spiare la loro vita, quella vita che a lei è negata per sempre. Maria impazzirà, e solo la morte porrà fine alla sua disperazione.

Lo scrittore compone Storia di una capinera a Firenze, nell'estate del 1869. Tornato a Catania, la spedisce all'amico Francesco Dall'Ongaro, che ne rimane entusiasta e riesce a farlo pubblicare prima a puntate sulla rivista milanese Corriere delle dame (maggio-agosto 1870) con il titolo La capinera e poi in volume nel 1871, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico.

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