L'idea del mondo

    Letteratura e teatro
    Johannes von Loon (1611-1686 ca.), Scenographia systematis mundani Ptolemaici

    La Commedia rispecchia le concezioni di Dante rispetto alla struttura fisica del mondo, ai principi morali e al sistema storico-politico.

     

    L’idea che Dante ha del mondo fisico √® quella geocentrica, detta anche tolemaica, dal nome dell’astronomo e geografo egiziano del II sec. a.C., Tolomeo, che nella sua opera aveva formulato questa teoria in maniera compiuta. Secondo questa concezione, che sar√† superata solo in epoca moderna dall’opera di Copernico e Galileo, la Terra √® una sfera immobile, sospesa al centro dell’universo e divisa in due emisferi, boreale e australe.

     

    Dante colloca Gerusalemme al centro dell’emisfero boreale, che riteneva l’unico abitato; la montagna del Purgatorio e il Paradiso terreste, nell’emisfero australe, non abitato e occupato dalle acque dell’Oceano. Intorno alla Terra ruotano nove sfere concentriche (i cieli), tutte contenute nella decima, l’Empireo, che invece √® immobile. I cieli sono: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, che contengono il pianeta col loro stesso nome, Cielo delle Stelle fisse, che ospita le costellazioni e Cielo cristallino (a motivo della sua trasparenza), detto anche Primo Mobile, perch√©, ruotando velocemente, trasmette il movimento agli altri cieli.

     

    Per quanto riguarda la morale, Dante riprende da Aristotele e San Tommaso l’idea di libera scelta: solo l’uomo, fra tutte le creature, ha la possibilit√†, finch√© vive, di scegliere fra bene e male, e quindi di decidere rispetto al suo destino eterno. Il bene √® Dio, perci√≤ chi sceglie la vita contemplativa raggiunge la massima eccellenza; anche la vita attiva, comunque, ha un suo prezioso valore, purch√© rimanga lontana da qualsiasi eccesso, che sta all’origine del peccato e dell’errore.

     

    Il sistema storico-politico si fonda sulla missione di Roma e dell’Impero Romano nella storia. Fin dagli inizi Roma √® stata scelta da Dio come capitale del mondo, da Enea ad Augusto, fino alla venuta di Cristo. Perci√≤, afferma Dante, Roma √® la sede naturale del Papa e dell’Imperatore, del potere spirituale – che “non √® di questo mondo” e quindi non deve possedere nulla – e del potere imperiale, a cui spetta il governo delle cose terrene. Le due potenze di pari dignit√† ma che devono restare assolutamente divise.

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