L’"Arcadia": la fortuna

Letteratura e teatro

L’Arcadia cominciò a circolare già come manoscritto e, vista la grande richiesta, nel 1502, a Venezia, fu data alle stampe  in forma molto scorretta e senza il consenso dell’autore; due anni dopo, a Napoli, uscì l’edizione riveduta, corretta e autorizzata sa Sannazaro. Lopera ebbe un successo straordinario non solo in Italia (con ben 66 edizioni nel Cinquecento) ma anche in Spagna, in Portogallo, in Francia e in Inghilterra, dove esercitò una forte influenza sulla letteratura di quei paesi.

 

Lo straordinario successo dell’Arcadia nasce dal rinnovato interesse  degli umanisti e dei cortigiani per il mondo bucolico cantato da Teocrito e Virgilio. Questo modo di fare poesia permetteva di affrontare, come aveva fatto Virgilio nelle Bucoliche, i problemi della società contemporanea (ad esempio, la corruzione e la violenza che regnano nelle corti) separandoli dal contesto storico e trasportandoli in una dimensione mitica, fuori dal tempo; permetteva anche di disquisire, attraverso i canti e le vicende dei pastori, intorno a temi esclusivi e raffinati, cari alla cultura del tempo, come la magia e il misticismo. Fra i personaggi dell’Arcadia è possibile individuare i rappresentanti dell’Accademia Pontiniana che nascosti sotto le umili vesti dei pastori, nei dialoghi e nei canti accompagnati dall’umile zampogna continuano le loro dotte e complesse discussioni, ricche di simbologie e significati allegorici di difficile comprensione.

 

Nell’Arcadia, oltre a quello bucolico, sono presenti altri modelli letterari cari alla cultura classica e in volgare, primo fra tutti l’amore idealizzato per la fanciulla incontrata da bambina e amata al primo sguardo, che muore giovane lasciando nel dolore e nell’abbandono  non solo il suo innamorato ma l’intera città. Lo stretto legame con la Vita Nova di Dante è esplicitato dallo stesso Sannazaro nella Prosa 7, dove afferma di essersi innamorato a nove anni, la stessa età in cui Dante vede per la prima volta Beatrice. Anche la forma in cui il romanzo è scritto, cioè l’alternarsi di parti in prosa a parti in poesia, ha come riferimento la Vita Nova.

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