Da "La Luna e i falò" (4)

    […] Non aveva più la giacca a vento e i pantaloni che aveva portato tutti quei mesi... s'era messa un vestito da donna, un vestito chiaro da estate... La condussero fuori. Lei sulla porta si voltò, mi guardò e fece una smorfia come i bambini... Ma fuori cercò di scappare. Sentimmo un urlo, sentimmo correre, e una scarica di mitra che non finiva più. Uscimmo anche noi, era distesa in quell'erba davanti alle gaggie.

     

    [...] gli chiesi se Santa era sepolta lì.
    - Non c'è caso che un giorno la trovino? Hanno trovato quei due...
    Nuto s'era seduto sul muretto e mi guardò col suo occhio testardo. Scosse il capo. – No, Santa no, – disse, – non la trovano. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla così. Faceva ancora gola a troppi. Ci pensò Baracca. Fece tagliare tanto sarmento nella vigna e la coprimmo fin che bastò. Poi ci versammo la benzina e demmo fuoco. A mezzogiorno era tutta cenere. L'altr'anno c'era ancora il segno, come il letto di un falò.

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