[…] Qualcuno correva sullo stradone nella polvere, sembrava un cane. Vidi un ragazzo: zoppicava e ci correva incontro. Mentre capivo ch'era Cinto, fu tra noi, mi si buttò tra le gambe e mugolava come un cane.
"Cosa c'è?"
Lì per lì non gli credemmo. Diceva che suo padre aveva bruciato la casa. "Proprio lui, figurarsi" disse Nuto.
"Ha bruciato la casa" ripeteva Cinto. "Voleva ammazzarmi...Si è impicca...ha bruciato la casa..."
"Avranno rovesciato la lampada" dissi.
"No no" gridò Cinto, "ha ammazzato Rosina e la nonna. Voleva ammazzarmi ma non l'ho lasciato...Poi ha dato fuoco alla paglia e mi cercava ancora, ma io avevo il coltello e allora si è impiccato nella vigna..."
Cinto ansava, mugolava, era tutto nero e graffiato. S'era seduto nella polvere sui miei piedi, mi stringeva una gamba e ripeteva: "Il papà si è impiccato nella vigna, ha bruciato la casa...anche il manzo. I conigli sono scappati, ma io avevo il coltello...È bruciato tutto, anche il Piola ha visto..."