Il termine argomento, che deriva dalla logica e dalla matematica, indica ciò a cui si applica una “funzione”. In linguistica viene usato anche il termine attante, dal francese actant, col quale si vuole indicare l’elemento che partecipa all’azione. Il linguista francese Lucien Tesnière ha paragonato la frase ad una rappresentazione teatrale: così come in ogni copione ci sono dei ruoli da assegnare a diversi attori, così ogni verbo ha delle valenze (proprietà di chiamare a sé gli elementi necessari a formare una frase di senso compiuto) che richiedono di essere “saturate” da determinati argomenti.
Consideriamo la frase Marco ama Giulia: possiamo facilmente scomporla nei due nomi, Marco e Giulia, e nel verbo ama. Il verbo amare necessita di due elementi per esprimere compiutamente l’evento, e infatti nella frase Marco ama Giulia compaiono un sostantivo con funzione di soggetto (Marco) e uno con funzione di oggetto (Giulia). Nella notazione linguistica possiamo dire quindi che il verbo amare ha due valenze e “richiede” due argomenti: ha quindi una struttura argomentale bivalente.
Gli argomenti non devono essere necessariamente sostantivi, così come i predicati non sono solo verbi. Nella frase Marco è geloso di Andrea, la funzione predicativa è svolta dall’aggettivo geloso, il quale ha due argomenti: rispettivamente il sostantivo (sintagma nominale) Marco e il sostantivo preceduto dalla preposizione di (sintagma preposizionale) di Andrea. In questo caso il secondo argomento è formato dalla preposizione di + un nome. Entrambe le unità grammaticali fanno parte dell’argomento e non è possibile separarle; difatti, qualora dovessimo separare di dal nome Andrea, avremmo una frase non corretta grammaticalmente *Gianni è geloso Andrea.
Osserviamo ora l’aspetto semantico, ovvero quello che riguarda la sfera del significato di una frase. Come si è già detto gli argomenti, nella relazione che hanno con il predicato, possono essere paragonati ai personaggi di un copione. Essi svolgono, cioè, dei ruoli semantici (detti anche ruoli tematici) che vengono loro attribuiti dal predicato. Il verbo amare prende due argomenti e assegna due ruoli tematici: il ruolo di AGENTE e quello di PAZIENTE, che nella frase Marco ama Giulia corrispondono alle funzioni, rispettivamente, di soggetto e di oggetto.
Esistono però altri ruoli tematici. Vediamone i principali (Haegeman 1996):
AGENTE/ ATTORE: colui che dà inizio all’azione espressa dal predicato
PAZIENTE: colui che subisce l’azione espressa dal predicato
TEMA: la persona o la cosa toccata dall’azione espressa dal predicato
ESPERIENTE: l’entità che esperimenta uno stato (psicologico) espresso dal predicato
BENEFICIARIO: l’entità che trae beneficio dall’azione espressa dal predicato
FINE/ META: l’entità verso la quale è diretta l’attività espressa dal predicato
PROVENIENZA: l’entità dalla quale qualcosa si muove in seguito all’attività espressa dal predicato.
LOCATIVO: il luogo in cui sono situati l’azione o stato espressi dal predicato.
Quindi, in una frase come Luigi ha dato la penna a Maria, Luigi ha il ruolo di AGENTE, la penna di TEMA, Maria di BENEFICIARIO. Nella frase Marco si trova a New York, Marco è il TEMA e New York ha il ruolo di LOCATIVO.