Salvatore Ferragamo: il sandalo invisibile, 1947

Salvatore Ferragamo: il sandalo invisibile, 1947

Salvatore Ferragamo, il sandalo invisibile, 1947.

 

Il sandalo “invisibile” realizzato nel 1947 da Salvatore Ferragamo: mascherina costituita da un unico filo di nylon ottenuto dalla lenza dei pescatori, tomaia in capretto e intersuola a zeppa di legno a forma di “F” rivestita in capretto. Vinse nel 1947 l'Oscar della Moda, il Neiman Marcus Award. Primo stilista della calzatura femminile noto internazionalmente, firmò con il proprio cognome e con l’indicazione “Firenze” le sue prime creazioni, connettendo il prodotto a un luogo «magico» per gli stranieri. Strattagemma che funzionò anche abbinando il vino Chianti, con i celebri tacchi in sughero come i tappi delle bottiglie: formidabile intuizione, sia per l’uso del materiale (con proposta di riciclo), sia per la stretta relazione con un prodotto tipico toscano tanto apprezzato all’estero. Le intuizioni furono il grande capitale di Ferragamo che impiegò per le sue splendide, sperimentali, ma anche costose calzature, la pelle del pesce oppure invisibili fili di nylon, come gli aveva suggerito l’osservazione di alcuni uomini che pescavano lungo l’Arno, a riprova del valore del legame con il territorio. Molteplici i suoi brevetti che sottolineano un altro aspetto della sua grande creatività: tacchi a spillo con anima in acciaio, sostegno in acciaio per l’arco del piede, sistema delle taglie per adattare le calzature ai diversi tipi di piede e numerose mutuazioni e scambi con altre culture, ad esempio con il Giappone. Camminare sul sughero, come lui propose con successo, dava quasi l’effetto di levitazione e anche piattaforme di notevole altezza diventavano compatibili con la mobilità in un binomio fin lì quasi impossibile. Le scarpe ideate da Ferragamo, oggi esposte nei musei, continuano ad attrarre. Nel duecentesco palazzo Spini Ferroni (che torreggia sulla via Tornabuoni, in mezzo al distretto del lusso), acquistato da Ferragamo nel 1938 come casa madre per la sua attività di stilista di calzature e articoli in pelle e principale boutique, dal 1995 è stato aperto anche il Museo Salvatore Ferragamo, dove si può ammirare la continua ricerca della perfetta calzata, l'invenzione di particolari costruzioni e il coraggioso uso di materiali: dalla celebre "zeppa" di sughero, brevettata nel 1936 e subito copiata in tutto il mondo, alle tomaie in rafia o cellofan, la carta per le caramelle, adottate durante il periodo della Seconda guerra mondiale. Vi sono, inoltre, calzature famose per essere state create per le star di Hollywood, come Marilyn Monroe, Greta Garbo, Audrey Hepburn. Nel 1951 Ferragamo brevetta un tipo di calzatura femminile “a giorno”, combinata con una contro-calzatura in materiali e colori differenti, denominata “kimo”, ispirata al tabi giapponese. Il modello fu portato in passerella a Firenze il 12 febbraio del 1951, nell’ambito della sfilata organizzata dal marchese Giorgini assieme agli abiti di Emilio Schuberth.

 

Fonte dell'immagine: Museo Ferragamo

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