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Cinema

    Arti
    M. Mastroianni e A. Ekberg in "La dolce vita" (1960) di Fellini

    Il cinema è al contempo uno dei mezzi più potenti della comunicazione di massa e una vera e propria forma d'arte che segue, e a volte contraddice, i propri canoni e stilemi, generando un continuo dibattito sulla qualità e l'originalità dei film prodotti di anno in anno.

     

    Sin dagli anni Venti, l'estetica del cinema, o della "settima arte" come la definì allora Ricciotto Canudo, ha convogliato innumerevoli riflessioni di critici e teorici, che hanno però sottovalutato, fin troppo spesso, le sue forme espressive più popolari, ovvero quelle con il maggior impatto sulla vita sociale e culturale, per concentrarsi sulle opere artisticamente più elevate, ma solitamente meno diffuse e conosciute.

    Tener conto sia della prospettiva artistica degli autori più celebrati dalla critica, sia di quella relativa alle produzioni più popolari, è invece essenziale per comprendere il ruolo effettivamente svolto dal cinema nel mutante panorama linguistico e culturale di un paese come il nostro.

     

    Nella prospettiva italiana, in particolare, il cinema ha svolto un ruolo importante nell'unificazione linguistica, seguendo dapprima un modello letterario, tendenzialmente monolitico, per poi offrirsi anche come luogo d’incontro ideale per la narrazione dei fermenti sociali e culturali, in cui hanno trovato spazio anche i dialetti e gli italiani regionali.

    Più in generale, il rapporto tra cinema e lingua è un rapporto complesso e ricchissimo di sfaccettature, difficili da cogliere senza avere prima un'idea chiara del suo percorso evolutivo.

     

    L'obiettivo di questa sezione, dunque, è di offrire al lettore una prospettiva storica della produzione cinematografica italiana, che intende tener conto delle varie forme del suo linguaggio, così come degli orientamenti del pubblico e della critica, trattando sinteticamente i principali generi e indirizzi estetici, i maggiori autori, gli attori più noti e i film più rappresentativi, dall'epoca del muto al neorealismo, e dalla commedia all'italiana fino alle sue espressioni più recenti.

     

    (a cura di Giovanni Cordoni)