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Approfondimento: il taliàn

Leggi una parte dell’articolo di Gianni Borgo, tratto da: http://www.fondazionegiulietti.com/downloads/c06borgo.pdf

 

E dal ceppo veneto in Brasile è nato el Taliàn:

lo parlano 25 milioni di oriundi

 

Ti segnalo la nascita di una nuova lingua: “el Taliàn”. Devi sapere che un gruppo di oriundi [Chi è originario di un luogo diverso da quello in cui vive], dopo anni di ricerche, studi, raccolte eccetera, ha deciso di codificare [Dare valore legale] l’antica parlata veneta, usata dagli emigranti, registrata e riconosciuta quale patrimonio culturale brasiliano, con Decreto del Ministero della Cultura, N° 3551 del 4.8.2000. I promotori [quelli che hanno avuto l'iniziativa di dare valore legale al taliàn] si sono peraltro attivati per estendere la sua conoscenza e il suo approfondimento tramite stampa, radio, internet, saggi e pubblicazioni di vario genere.

 

A me sembra che si tratti di un avvenimento straordinario, anche alla luce di quanto si legge nei n. 1 e 4 della nostra rivista: delle 6000 lingue parlate oggi nel mondo, fra un secolo ne resterà solo la metà; inoltre nei 36 Paesi europei, dove sono state registrate 337 minoranze linguistiche con un totale di cento milioni di persone, molte di queste lingue, specie quelle orali, spariranno definitivamente, e quelle scritte andranno rinchiuse nei sarcofagi [Sarcofago: lett. 'cassa da morto', ma qui con valore ironico] delle biblioteche.

Beh, sappiamo che si tratta di processi che non avverranno tanto repentinamente [Velocemente], come invece avviene in natura con la desertificazione e i mutamenti climatici, che condannano molte specie viventi all’estinzione.

Ebbene, questa “nuova” lingua, “el Taliàn”, è in Brasile compresa da più di 25 milioni di oriundi (quasi mezza Italia) ed è considerata la seconda lingua più diffusa dopo quella ufficiale, il portoghese.

Inoltre, io ho colto, fra questi amici brasiliani, un forte orgoglio di appartenenza alle origini italiche, il che rende l’antico dialetto veneto, assurto a dignità di lingua viva, parlata e codificata, un incisivo veicolo [efficace mezzo di diffusione] di diffusione e di coesione culturale.

 

[…] Durante l’antica migrazione (1875-1940), nelle province (Stati) del sud Brasile (Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paranà, Sao Paulo, Espirito Santo) ci fu un flusso migratorio in massima parte dal Triveneto (tanto che in Brasile si identifica l’immigrazione italiana con il Veneto). Per fare un esempio concreto, nel Rio Grande do Sul, su centomila immigrati italiani, vengono date le seguenti percentuali: 54% Veneti; 33% Lombardi; 7% Trentini; 4,5% Friulani; 1,5% altre provenienze. Mettendo insieme i Triveneti si avranno questi altri dati: 65,5% .Triveneti, 33% Lombardi, 1,5% altre provenienze.

 

È stata dunque la massiccia [imponente, grande] presenza di Veneti a imporre l’uso comune di parlate orali consimili (vicentino, padovano, bellunese, trevigiano, veronese, veneziano, rovigoto, bassanese eccetera), le quali parlate sono confluite, dunque, in un corpus linguistico, al quale è stato dato il nome di “Talian”.

 

Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false.

 

Il taliàn è stato riconosciuto come lingua patrimoniale del Brasile.

Il taliàn è la seconda lingua più parlata in Brasile.

Il taliàn ha una forte connotazione culturale.

Il taliàn è diffuso soprattutto nel nord est del Brasile.

Il taliàn ha come base il dialetto veronese e il dialetto trentino.

Il taliàn si è imposto in Brasile quando c'erano moltissimi veneti.

 

Per approfondire vedi la scheda Il Taliàn

 

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