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"Lena"

    Letteratura e teatro

    È in endecasillabi sdruccioli[1] e si ispira alle commedie di Plauto. Lena è la mezzana a cui si rivolge il giovane Flavio perché gli organizzi un incontro Licinia, la bella figlia del vecchio Fazio, di cui è innamorato. Ma la mezzana pretende in compenso 25 fiorini che Flavio non possiede. L’astuto servo Corbolo, allora, cerca di procuragli il denaro raccontando frottole al padre di Flavio, Ilario.

     

    Gli inganni del servo vengono però regolarmente scoperti; dopo innumerevoli peripezie e colpi di scena, Flavio e Fazio decidono di acconsentire alle nozze fra i loro figli e tutto si risolve per il meglio. Composta dopo il Sacco di Roma e ambientata a Ferrara, va in scena per la prima volta nel 1528 nel Palazzo Ducale di Mantova e poi nel 1529, all’interno di un ciclo di spettacoli a cui partecipa anche Ruzante.



    [1] Verso di dodici sillabe, con accento tonico sulla terzultima sillaba.

     

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