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"Cassaria"

    Letteratura e teatro

    Si ispira fortemente alle commedie classiche latine, in particolare a quelle di Plauto[1]. Viene rappresentata per la prima volta alla corte di Ferrara il 5 marzo 1508, durante il carnevale; Ariosto scrive l’opera in prosa e nel 1531 la mette in versi. Cassaria prende il nome dalla cassa piena di stoffe preziose che dovrebbe servire a due giovani per riscattare dalla schiavitù le fanciulle di cui sono innamorati.

     

    La storia si svolge nella città greca di Metellino e ha come protagonisti Erofilo e Caridoro, innamorati rispettivamente di Eulalia e Corisca, schiave di Lucrano che le costringe a prostituirsi. Per riscattarle Erofilo dà in pegno a Lucrano una cassa piena di filato d’oro di proprietà del padre Crisobolo; ma Crisobolo torna improvvisamente a casa e tutto si complica. Sarà l’astuto servo Fulcio a risolvere la situazione con un inganno che permetterà alle fanciulle di ottenere la libertà.

     



    [1] Le commedie di Plauto hanno come elementi ricorrenti il conflitto fra vecchi e giovani, la presenza di servi astuti, l’intrigo, l’equivoco e il lieto fine.

     

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