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"Ameto" o "Commedia delle ninfe"

    Letteratura e teatro

    Si tratta di un romanzo in prosa, in cui sono contenuti componimenti in versi (terzine dantesche) cantati da vari personaggi. Prende a modello la Vita Nova e ha carattere allegorico: narra la storia del rozzo pastore Ameto (simbolo dell’umanità non civilizzata) che si innamora di Lia (l’amore che nobilita l’animo), una delle ninfe devote a Venere. Durante la festa della dea, sette ninfe (le virtù cardinali e teologali) raccontano al pastore le proprie vicende amorose e poi lo immergono in una fonte purificatrice che lo trasforma in un uomo vero, degno di contemplare Venere.

    Boccaccio dedica la Comedia delle ninfe all’amico Niccolò di Bartolo del Buono. Le ninfe (oltre a Lia, Mopsa rappresenta la saggezza, Emilia la temperanza, Adiona la giustizia, Acrimonia la forza, Agapes la carità, Fiammetta la speranza) si incontrano per raccontare nelle ore più calde del giorno; ogni racconto termina con un canto, l’ultimo, quello di Lia, con un inno in lode di Cerere. Queste storie rappresentano la parte centrale del poema e sono collocate in una cornice che anticipa quella del Decameron. Nei manoscritti l’opera non presenta suddivisioni: l’organizzazione del testo in 50 capitoli, 31 con i testi in prosa e 19 con le rime, risale all’edizione curata da A. E. Quaglio nel 1963.

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