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9. Giorgio Vasari

Arti
Giorgio Vasari, Palazzo degli Uffizi, dal 1560, Firenze

Pittore, architetto, teorico d’arte, nasce ad Arezzo nel 1511. Si forma ad Arezzo nella bottega del pittore di vetrate Guillaume de Marcillat, quindi prosegue a Firenze presso Andrea del Sarto e l’accademia di disegno di Baccio Bandinelli, e di nuovo ad Arezzo dove conosce Rosso Fiorentino. Compie anche un soggiorno a Roma nel 1531 con l’amico Francesco Salviati dove studia la pittura moderna e le antichità romane. Fra le sue prime opere, il Cristo portato al Sepolcro (Arezzo, Collezione di Casa Vasari, 1532), il Ritratto di Lorenzo il Magnifico (Firenze, Uffizi, 1534 c.), il basamento dell’organo del duomo di Arezzo (1535-37), la Deposizione di Cristo nella chiesa della SS. Annunziata.

 

Nel 1537 partecipa alla decorazione dell’abbazia di Camaldoli e a quella del refettorio di S. Michele in Bosco a Bologna (1539-1540), dove esegue una delle sue opere migliori, la Cena di S. Gregorio (Bologna, Pinacoteca Nazionale, 1540). Nel 1538 è di nuovo a Roma. Nel 1541 è a Venezia per predisporre la scenografia della Talanta di Pietro Aretino, che riscuote grande successo di pubblico, e nel 1542 esegue nove tavole di soggetto allegorico per il palazzo Corner Spinelli, solo in parte sopravvissute (Allegoria della Giustizia, Venezia, Gallerie dell’Accademia). Nel 1545 Vasari è a Napoli dove esegue la Purificazione di Maria (Napoli, Pinacoteca) per l'altare maggiore della chiesa di Monteoliveto.

 

La sua popolarità di artista e di erudito, vicino alla famiglia Medici, gli consente di entrare a Roma nella cerchia dei letterati che frequentano il cardinale Alessandro Farnese per il quale dipinge la Sala dei Cento Giorni nel palazzo della Cancelleria (1546). La sua pittura non si distingue per particolare originalità o qualità, ma piuttosto per rapidità di esecuzione e per elaborazione di impianti compositivi altamente scenografici che gli procurano il favore dei commmittenti. Michelangelo, che con Vasari ha un rapporto di frequentazione e confidenza, lo critica spesso per la “prestezza” (velocità) con cui termina le proprie pitture, a scapito della qualità, e gli consiglia di dedicarsi alla sola architettura.

 

Dal 1550 al 1553 Vasari è a Roma, al servizio di papa Giulio III: progetta la cappella Del Monte in S. Pietro in Montorio a Roma, complesso intreccio di architettura, scultura e pittura, e Villa Giulia (1550-1552). Nel 1554 Vasari è chiamato a Firenze dal granduca Cosimo de’ Medici per dirigere i lavori di ristrutturazione e decorazione in Palazzo Vecchio. Vengono allestiti sotto la sua guida i quartieri degli Elementi, di Leone X e di Eleonora da Toledo. Nel 1563, con una numerosa squadra di collaboratori, dà inizio al rifacimento del Salone dei Cinquecento, già sede del Gran Consiglio repubblicano di Firenze, dove all’inizio del secolo avevano lavorato Leonardo e Michelangelo. Vasari innalza il soffitto della sala e realizza una complessa decorazione con pitture, stucchi e statue che ha come obiettivo l’esaltazione della famiglia Medici.

 

Nel 1560 progetta il Palazzo degli Uffizi, sede delle magistrature cittadine, come elemento di raccordo fra piazza della Signoria e Palazzo Pitti attraverso il corridoio sopra Ponte Vecchio. Nel 1562, con il patrocinio di Cosimo de’ Medici, fonda a Firenze l’Accademia dell’Arte del Disegno.

 

Tra le ultime opere, c’è in Palazzo Vecchio lo Studiolo di Francesco I (1570-1575), destinato a ospitare la collezione di oggetti rari e preziosi del granduca. Il piccolo ambiente, in cui non penetra la luce naturale, ha volte a botte, riquadri lungo le pareti e il soffitto, statue nelle nicchie. La decorazione della cupola del duomo di Firenze resta incompiuta per la sua morte, avvenuta nel giugno 1574.

 

La fama di Vasari è legata soprattutto alla sua opera letteraria, le Vite de' più eccellenti architetti, pittori e scultori italiani da Cimabue insino a’ tempi nostri, pubblicate per la prima volta nel 1550 e, rivedute e aggiornate, nel 1568. Nell’opera, di fondamentale importanza nella storiografia artistica italiana, Vasari sviluppa il concetto di rinascita dell'arte attraverso tre età (l’abbandono del Medioevo, ingresso nell’età moderna con il recupero dell’antico, la piena maturità, raggiunta con Michelangelo) e inaugura il genere letterario delle biografie artistiche.

 

Bibliografia: G. Vasari, Vite de’ più eccellenti pittori scultori e architettori: nelle redazioni del 1550 e 1568, testo a cura di R. Bettarini, commento secolare di  P. Barocchi, Firenze, S.P.E.S., 1966-1987; P. Barocchi, Vasari pittore, Milano, Ed. per il Club del Libro, 1964; C. Conforti, Vasari architetto, Milano, Electa, 1993; P. Barocchi, «Vasari, Giorgio», in Enciclopedia dell’arte medievale, XI, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 2000; B. Agosti, Giorgio Vasari. Luoghi e tempi delle «Vite», Milano, Officina Libraria, 2013.

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