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2.4. I ricettari femminili del Novecento

Cucina
Giulia Ferraris Tamburini, "Come posso mangiar bene?", Milano, Hoepli, 1913

Il primo testo di cucina scritto da una donna fu pubblicato da Giulia Ferraris Tamburini che, per l'editore milanese Hoepli, presentò nel 1900 Come posso mangiare bene?.  Avrebbero seguito poi Dalla cucina al salotto (1905); Far molto con poco.  L'arte di creare buoni piatti coi residui di cucina (1909) e La cuoca medichessa (1913) di Lidia Morelli, Fuoco sacro di Ida Baccini (1903) e L'infermiera in cucina di Angelica De Vito Tommasi. Si tratta di ricettari in cui il nuovo modello di donna, che lavora fuori casa, inizia ad aver bisogno di preparare in minor tempo possibile “oltre mille ricette di vivande comuni, facili ed economiche per gli stomachi sani e per quelli delicati”, come recita il frontespizio del libro di Come posso mangiar bene?. Vengono proposti, così, piatti di antico sapore, che, nella nuova veste, si rivelano spesso né di buon gusto, né economici.

 

Unica eccezione, la bolognese Maria Dall'Olio, collaboratrice della famosa rivista di Adolfo Giaquinto Il Messaggero della Cucina, che, nelle sue Norme pratiche sull'alimentazione dei malati e dei convalescenti, presenta ricette meno legate al passato in quanto a condimenti e tempi di cottura. Ad ogni modo, il fine generale che si ponevano queste autrici ― fiere rappresentanti di una borghesia affermata ― era quello di "ammaestrare le massaie" nella cura della casa e delle cose di cucina. Una delle autrici più prolifiche fu Lidia Morelli, che si firmava come Donna Clara, i cui testi, con le loro numerose edizioni, testimoniano il cambiamento di stile dei ricettari femminili: da un tono cattedratico a uno sempre più colloquiale.  L'attività della Morelli, tra i Ricettari pubblicati per l'azienda Cirio, le Agende per le massaie d'Italia, i Libri di casa Domus, non conosce interruzioni e avrebbe continuato anche dopo la Seconda Guerra. Con i suoi libri la Morelli ha in qualche modo descritto cinquant'anni di vita italiana. Un'autrice molto amata fu Moretti Foggia Della Rovere (1872‑1947), che curava una rubrica gastronomica seguitissima sulla Domenica del Corriere. La sua prima opera fu Ricette di Petronilla, che pubblicò nel 1935 a 63 anni.

 

Tra le autrici più vicine all'Artusi, per successo, oltre che per l'accortezza nel tenere in conto i consigli delle lettrici ― con cui comunicava anche tramite la rivista Preziosa, da lei fondata nel 1915 ― ci fu Ada Boni, nipote di Adolfo Giaquinto, fondatore del Messaggero della Cucina e autore di molte opere di gastronomia. Nel 1925 avrebbe pubblicato il Talismano della felicità, che sarebbe passato dalle 600 pagine alle 1200 negli anni Settanta, in cui vengono proposte ricette presentate in maniera molto chiara. Non si dimentichino poi le varie Giorgina, Donna Mimma, Zia Carolina, Ada Bonfiglio, Emilia Zamara e tante altre autrici di un'epoca che, insieme alle ricette in onore del Regime, avrebbe visto il tramonto dopo la seconda guerra mondiale.