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Le congiunzioni del periodo ipotetico

G. De Nittis, “Effetto neve” (1880), Barletta, Pinacoteca G. De Nittis. La messa in quadro dell’immagine, con il grande vuoto sulla destra e l’asimmetria della figura, rivela l’influsso dell’arte giapponese.

Rileggi queste due frasi dal Taccuino di De Nittis:

  • "Se avessi detto che volevo fare il muratore o il tagliapietre, l’indignazione di Vincenzo non sarebbe stata maggiore".
  • "Se non siete troppo stanchi, andiamo a piedi".

Come avrai certamente capito, si tratta di due esempi di periodi ipotetici:

  • il primo si riferisce ad un evento poco probabile: nella protasi c’è un congiuntivo trapassato, nell’apodosi un condizionale composto;
  • il secondo si riferisce ad un evento probabile: nella protasi e nell’apodosi c’è l’indicativo presente.

 

Entrambi sono introdotti dalla congiunzione se. Se però non è l’unica congiunzione che può introdurre il periodo ipotetico:

  • Qualora avessi detto che volevo fare il muratore o il tagliapietre, l’indignazione di Vincenzo non sarebbe stata maggiore.

 

Oltre a qualora, possono introdurre il periodo ipotetico anche le locuzioni nel caso che (o in cui), a condizione che (o in cui), posto che, ammesso che, e molte altre (vedi il percorso La canzone italiana dagli anni settanta agli anni novanta)

 

Tutte però vogliono il congiuntivo della protasi:

  • Nel caso che non foste troppo stanchi, andremmo a piedi.
  • Posto che avessi detto che volevo fare il tagliapietre, l’indignazione di Vincenzo non sarebbe stata maggiore.
  • Ammesso che non siate troppo stanchi, andremmo a piedi.
  • A condizione che non siate troppo stanchi andiamo a piedi.

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