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Vittorio Gassman

Arti
Gassman in "Il giorno del giudizio" (1961). Fonte: ASAC-La Biennale di Venezia

Vittorio Gassman (Genova 1922 - Roma 2000) attore e regista italiano. Allievo dell'Accademia nazionale d'arte drammatica, s'impose sulle scene teatrali come attore carismatico, tra i più dotati della sua generazione, distinguendosi sia nel repertorio classico che in quello moderno.

Sul grande schermo debuttò nel 1945, incarnò spesso il ruolo dell'antipatico e offrì una prima interpretazione da antologia nel ruolo del corteggiatore mascalzone in "Riso amaro" (1949) di G. De Santis. Nel 1958, con "I soliti ignoti", Mario Monicelli ne rivelò l'enorme talento comico, messo a frutto anche nei successivi "La grande guerra" (1959) e "L'armata Brancaleone" (1966), diretti dallo stesso Monicelli, e nei film di Dino Risi "Il sorpasso" (1962) e "I mostri" (1963, in coppia con Ugo Tognazzi). Dopo la stagione d'oro della commedia all'italiana, di cui fu tra i massimi protagonisti, Gassman continuò a offrire notevoli interpretazioni in "Profumo di donna" (1974, regia di Risi), che gli valse il premio come migliore attore a Cannes, e "C'eravamo tanto amati" (1974) di Ettore Scola: film con i quali raggiunse l'apice della sua carriera.

In seguito, "Il mattatore" (come fu soprannominato riprendendo il titolo di un suo celebre programma tv del 1959), ridusse progressivamente il proprio impegno sul grande schermo: tra le sue ultime prove si ricordano "La famiglia" (1987) di Ettore Scola e "Tolgo il disturbo" (1990) di Risi. Leone d'oro alla carriera nel 1996, ha preso parte anche a diverse produzioni internazionali, tra cui "Quintet" (1979) di Robert Altman e "Sleepers" (1996) di B. Levinson.

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