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La varietà dei casi della vita

Letteratura e teatro

Nella vita degli uomini la fortuna ha grandissimo potere: da fatti accidentali derivano grandissimi cambiamenti, che è impossibile prevedere o evitare; la prudenza e l’attenzione possono regolare gli eventi, ma occorre anche molta fortuna:

 

30. Chi considera bene non può negare che nelle cose umane la fortuna ha grandissima potestá, perché si vede che a ogn'ora ricevono grandissimi moti da accidenti fortuiti, e che non è in potestá degli uomini né a prevedergli né a schifargli; e benché lo accorgimento e sollecitudine degli uomini possa moderare molte cose, nondimeno sola non basta, ma gli bisogna ancora la buona fortuna.

 

Gli astrologi sono tanto fortunati perché gli uomini vorrebbero controllare e conoscere il futuro, quindi sono portati a dar fiducia a chi afferma di saperlo fare. Gli astrologi, dicendo una verità ogni cento bugie, sono sempre creduti, mentre le altre persone anche quando sbagliano una sola volta, perdono per sempre di credibilità:

 

57. Quanto sono piú felici gli astrologi che gli altri uomini! Quelli dicendo tra cento bugie una veritá, acquistano fede in modo che è creduto loro el falso; questi dicendo tra molte veritá una bugia, la perdono in modo che non è piú creduto loro el vero. Procede dalla curiositá degli uomini, che desiderosi sapere el futuro, né avendo altro modo, sono inclinati a correre dietro a chi promette loro saperlo dire.

 

Anche i filosofi e i teologi dicono e scrivono mille sciocchezze perché gli uomini non sanno nulla dei principi che governano la natura e delle cose invisibili; le loro dissertazioni servono più a esercitare l’intelletto che a trovare la verità. In realtà, né i pazzi né i savi possono sottrarsi a ciò che deve accadere:

 

125. È filosofi ed e' teologi e tutti gli altri che scrivono le cose sopra natura o che non si veggono, dicono mille pazzie; perché in effetto gli uomini sono al bujo delle cose, e questa indagazione ha servito e serve piú a esercitare gli ingegni che a trovare la verità.

 

138. Né e' pazzi né e' savi non possono finalmente resistere a quello che ha a essere; però io non lessi mai cosa che mi paressi meglio detta che quella che disse colui: Ducunt volentes fata, nolentes trahunt[1].



[1] Il destino guida chi lo segue volontariamente, gli altri li trascina E’ una massima del filosofo e politico romano Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65)

 

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