, dopo l'accesso o la registrazione il tuo account verrà connesso.

Tre precisazioni sintattiche

    Morfologia

    1. L’accordo nome-aggettivo

    L’aggettivo concorda in genere e numero con il nome a cui si riferisce: un caro ragazzo / una cara ragazza / dei cari ragazzi / delle care ragazze. Se l’aggettivo si riferisce a più nomi dello stesso genere, concorda con essi in relazione al genere, ma si presenta al numero plurale: una disponibilità e una cortesia straordinarie. Se i nomi sono di genere diverso, l’aggettivo sarà sempre al numero plurale e assumerà il genere maschile: un uomo e una donna gentilissimi. Per ragioni di vicinanza sintattica è possibile avere anche il femminile, purché il nome femminile sia al plurale e indichi un referente inanimato: i minerali e le pietre preziose. L’aggettivo resta al singolare solo in certi nomi di insegnamenti universitari: lingua e letteratura francese.

     

    2. La posizione dell’aggettivo

    L’aggettivo qualificativo si colloca vicino al nome a cui si riferisce, prima o dopo di esso: una bella ragazza, la matita verde. La posizione non marcata è tuttavia quella dopo il nome, in quanto l’aggettivo qualificativo anteposto conferisce una sfumatura di soggettività: gli alti alberi (soggettivo), gli alberi alti (oggettivo). Inoltre, se precedono o seguono il nome, gli aggettivi possono avere funzione descrittiva (i vecchi gradini hanno ceduto) o restrittiva (i gradini vecchi hanno ceduto, cioè “solo quelli vecchi”).

    L’aggettivo possessivo può collocarsi prima o dopo il nome: la mia amica / l’amica mia. La posposizione al nome è tuttavia marcata: è colpa tua! L’aggettivo possessivo è poi posposto in formule cristallizzate: ragazzo mio, cari miei (ma anche: miei cari), i fatti tuoi, gli affari vostri ecc.

    Gli aggettivi numerali cardinali precedono il nome a cui si riferiscono: due penne. Nell’uso burocratico e matematico-commerciale possono seguirlo: i danni ammontano a Euro 5000, il treno delle ore 18. I numerali ordinali sono spesso anteposti al nome (il mio primo amore), ma posposti nei nomi di papi o di re (Benedetto XVI, Umberto I), oppure nei riferimenti a capitoli, canti, atti, scene ecc. dei testi letterari: il canto sesto del Paradiso.

     

    3. Funzione attributiva e predicativa

    Gli aggettivi, all’interno della frase, possono svolgere due funzioni: attributiva o predicativa:

    - l’aggettivo ha funzione attributiva quando attribuisce al nome una caratteristica generica, non necessaria alla determinazione del referente, la quale, il più delle volte, rappresenta un giudizio personale del parlante. In genere l’aggettivo attributivo precede il nome a cui si riferisce.

    Hanno funzione attributiva solo gli aggettivi qualificativi anteposti al nome a cui si riferiscono: Le frequenti piogge hanno allagato la città.

    Questi aggettivi costituiscono dei circostanti accessori;

    - l’aggettivo ha invece funzione predicativa quando esprime una peculiarità specifica, precisa, che serve a distinguere il referente da altri elementi simili. In questo caso l’aggettivo è necessario per determinare il nome a cui si riferisce e non può, assolutamente, essere omesso, pena la mancanza del senso completo della frase.

    Hanno funzione predicativa tutti gli aggettivi determinativi (la mia amica; questo libro) e relazionali (la guardia costiera), nonché gli aggettivi qualificativi posposti al nome a cui si riferiscono (le persone educate ringraziano sempre).

    Questi aggettivi costituiscono nella frase dei circostanti necessari.

    Tag:

    Chiavi di VIVIT: