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"Traversando la maremma toscana"

Letteratura e teatro

È il 10 aprile del 1885: Carducci parte da Livorno diretto a Roma e durante il viaggio attraversa la Maremma, una zona della Toscana dove ha vissuto da ragazzo. Pochi giorni dopo, il 21 aprile, compone questo sonetto entrato a far parte delle Rime nuove; dallo stesso viaggio nasce anche l’ode Davanti a San Guido:

 

Dolce paese, onde portai conforme
L’abito fiero e lo sdegnoso canto
E il petto ov’ odio e amor mai non s’addorme,
Pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme
Con gli occhi incerti tra ’l sorriso e il pianto,
E in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
Erranti dietro il giovenile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano;
E sempre corsi, e mai non giunsi il fine;
E dimani cadrò. Ma di lontano

Pace dicono al cuor le tue colline
Con le nebbie sfumanti e il verde piano
Ridente ne le pioggie mattutine.

 

Tema dominante è il ricordo del passato, pieno di serena dolcezza (‘l sorriso), a cui fa contrasto la tristezza del presente (il pianto). La Maremma è una terra aspra e selvaggia: il poeta la conosce bene (ben riconosco in te le usate forme e sente di somigliarle, di aver preso da lei il carattere forte e fiero.

 

Ripensando alla sua vita, comprende che i sogni, le passioni, gli ideali per cui ha lottato e si è speso non si sono realizzati e che la morte è ormai vicina (dimani cadrò); ma la visione della campagna, il paesaggio (altro tema ricorrente nelle poesie di Carducci) - le colline, la nebbia che dirada, la verde pianura che sembra ridere sotto la pioggia – rasserenano il suo cuore e gli donano finalmente sollievo. La prima quartina del sonetto inizia con la parola dolce e la terzina finale con pace, separata dai versi precedenti mediante l’enjambement: sono le parole-chiave della poesia, le sensazioni profonde e delicate che la Maremma – terra dura e dolce paese insieme – fanno nascere nel cuore dell’inquieto viaggiatore.

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