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"Ricordi": il lessico e la sintassi

    Letteratura e teatro

    Con i Ricordi Guicciardini dà l’avvio a una modalità espressiva che avrà grande successo fino al Novecento: l’aforisma (dal greco aphorismós, definizione), che consiste in una breve frase in cui sono racchiusi principi, indicazioni e concetti filosofici o morali.

     

    La sintassi di queste massime è complessa e prevale la subordinazione; il lessico invece è semplice e le immagini rimandano all’esperienza quotidiana, comune a tutti gli uomini (corso della acqua, anno fertile, uomo vecchio, boccone, vivande amare):

     

    161. Quando io considero a quanti accidenti e pericoli di infirmitá, di caso, di violenzia ed in modi infiniti, è sottoposta la vita dell'uomo; quante cose bisogna concorrino nello anno a volere che la ricolta sia buona; non è cosa di che io mi maravigli piú, che vedere uno uomo vecchio, uno anno fertile.

     

    187. Sappiate che chi governa a caso si ritruova alla fine a caso; la diritta è pensare, esaminare, considerare bene ogni cosa etiam minima; e vivendo ancora cosí, si conducono con fatica bene le cose; pensate come vanno a chi si lascia portare dal corso della acqua.

     

    197. Chi ha a conducere co' popoli cose che abbino difficultá grande o contradizione, avvertisca, se el caso lo comporte, a separarle, e non parlare della seconda insino non sia condotta la prima …E se cosí avessi saputo fare Piero Soderini quando volle riordinare la legge della quarantia, l'arebbe ottenuta e stabilito forse con essa el governo populare; e questo ricordo di fare inghiottire le vivande amare, quando si può, in piú di uno boccone, serve spesso non manco alle cose private che alle publiche.

     

    Molti ricordi sono introdotti da esortazioni negative (Non basti a farvi fidare, Non pensate, Non si può biasimare) che consigliano di non tener conto di quanto appare a prima vista o di non seguire opinioni comuni:

     

    150. Non basti a farvi fidare o rimettere in uomini ingiuriati da voi el cognoscere che di quello negocio medesimo risulterebbe, conducendolo bene, anche utilitá ed onore a loro; perché può in certi uomini per natura tanto la memoria delle ingiurie, che gli tira a vendicarsi contro al proprio commodo; o perché stimino piú quella satisfazione, o perché la passione gli acciechi in modo che non vi discernino drento quello che sarebbe l'onore e utile suo, e tenete a mente questo ricordo, perché molti ci errano

     

    166. Non pensate che chi assalta altri, verbigrazia chi si accampa a una terra, possi prevedere tutte le difese che fará lo inimico; perché per natura allo attore che è perito, occorrono e' rimedi ordinari che fará el reo; ma el pericolo e la necessitá in che è quello altro gli fa trovare degli estraordinari quali è impossibile che pensi chi non è nel termine di quella necessitá.

     

    191. Non si può biasimare gli uomini che siano lunghi nel risolversi, perché se bene accaggiono delle cose nelle quali è necessario deliberare presto, pure per lo ordinario erra piú chi delibera presto che chi delibera tardi; ma da riprendere è sommamente la tarditá dello esequire, poi che si è fatta la resoluzione, la quale si può dire che nuoca sempre e non giovi mai se non per accidente; e ve lo dico perché ve ne guardiate, atteso che in questo molti errano, o per ignavia, o per fuggire molestia, o per altra cagione.

     

    Altri ricordi invece sono invece introdotti da esclamazioni che esprimono assoluta certezza (Quanto è diversa la pratica dalla teorica, Grande differenzia è, Abbiate per certo che) sottolineando la forza di un fatto e la indiscutibile verità di un giudizio o di un’idea:

     

    35. Quanto è diversa la pratica dalla teorica! quanti sono che intendono le cose bene, che o non si ricordano o non sanno metterle in atto! Ed a chi fa cosí, questa intelligenzia è inutile; perché è come avere uno tesoro in una arca con obbligo di non potere mai trarlo fuora.

     

    131. Grande differenzia è da avere e' sudditi malcontenti a avergli disperati. El malcontento se bene desidera di nuocerti, non si mette leggiermente in pericolo, ma aspetta le occasione, le quali talvolta non vengono mai; el disperato le va cercando e sollecitando, ed entra precipitosamente in speranza e pratiche di fare novitá; e però da quello t'hai a guardare di rado, da questo è necessario guardarti sempre.

     

    145. Abbiate per certo che, benché la vita degli uomini sia breve, pure a chi sa fare capitale del tempo e non lo consumare vanamente, avanza tempo assai; perché la natura dell'uomo è capace, e chi è sollecito e risoluto gli comparisce mirabilmente el fare.

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