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Il potere e la politica

Letteratura e teatro

Se gli uomini fossero buoni e saggi chi li governa potrebbe usare la dolcezza, ma poiché non è così deve usare la severità, altrimenti cade in errore. Sarebbe splendido se i governanti fossero capaci di coniugare la dolcezza con la severità, ma a pochi – forse a nessuno – il cielo concesse questo dono:

 

41. Se gli uomini fussino buoni o prudenti, chi è preposto a altri legittimamente arebbe a usare piú la dolcezza che la severitá; ma essendo la piú parte o poco buoni o poco prudenti, bisogna fondarsi piú in sulla severitá e chi la intende altrimenti, si inganna. Confesso bene che chi potessi mescolare e condire bene l'una con l'altra, farebbe quello ammirabile concento e quella armonia della quale nessuna è piú suave; ma sono grazie che a pochi el cielo largo destina, e forse a nessuno.

 

D’altra parte il popolo è un animale pazzo, soggetto a ogni tipo di errore, confuso, instabile e senza capacità di giudizio:

 

140. Chi disse uno popolo disse veramente uno animale pazzo, pieno di mille errori, di mille confusione, sanza gusto, sanza diletto, sanza stabilitá.

 

Tra il palazzo e la piazza, tra chi governa e il popolo c’è una barriera così spessa, una nebbia così fitta che da entrambe le parti si ignora ciò che fa l’altra e perché. Da ciò nascono opinioni sbagliate e inconsistenti:

 

141. spesso tra il palazzo e la piazza è una nebbia sí folta, o uno muro sí grosso, che non vi penetrando l'occhio degli uomini, tanto sa el popolo di quello che fa chi governa, o della ragione perché lo fa, quanto delle cose che fanno in India; e però si empie facilmente el mondo di opinione erronee e vane.

 

Governare quindi è molto difficile e bisogna farlo con discernimento, con discrezione: pensare, esaminare, prendere in considerazione ogni dettaglio. Se si raggiungono con grande fatica alcuni risultati  comportandoci in questo modo, figuratevi come andrebbero le cose se ci si abbandonasse alla corrente:

 

187. Sappiate che chi governa a caso si ritruova alla fine a caso; la diritta è pensare, esaminare, considerare bene ogni cosa etiam minima; e vivendo ancora cosí, si conducono con fatica bene le cose; pensate come vanno a chi si lascia portare dal corso della acqua.

 

Un buon governante deve evitare di prendere come esempio da seguire ciò che accadde nell’antica Roma perché i tempi sono cambiati e le condizioni sono diverse. Sarebbe come pretendere che un asino corresse al pari di un cavallo:

 

110. Quanto si ingannono coloro che a ogni parola allegano e' romani! Bisognerebbe avere una cittá condizionata come era loro, e poi governarsi secondo quello esemplo; el quale a chi ha le qualitá disproporzionate è tanto disproporzionato, quanto sarebbe volere che uno asino facessi el corso di uno cavallo.

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