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"Piemonte"

    Letteratura e teatro

    Piemonte è un’ode in strofe saffiche, come Dinanzi alle Terme di Caracalla e fa parte della raccolta Rime e ritmi. Carducci la scrive nell’estate del 1890, mentre si trova Ceresole Reale una stazione alpina del Piemonte per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno.

     

    Dall’Hotel che lo ospita il poeta può ammirare le dentate e scintillanti vette del Gran Paradiso e spaziare con la fantasia per tutte le montagne e le città del Piemonte, ricordando le loro caratteristiche (la vecchia Aosta, Ivrea la bella, Cuneo possente e paziente, Asti repubblicana) e i personaggi illustri che hanno visto nascere, primo fra tutti Vittorio Alfieri. Questo grande poeta irrequieto, dai fiammeggianti capelli rossi (fulvo) esaltando i valori della patria e della libertà, ha dato nuova vita al popolo italiano (popolo de’ morti), rassegnato e schiavo sotto il dominio straniero, e ha spinto Carlo Alberto a impugnare la spada e a combattere per l’indipendenza.

     

    Carlo Alberto di Savoia, figura complessa e dolente, è il vero protagonista della poesia: consapevole del suo destino infelice (la morte nel pallor del viso/sacro e nel cuore), tormentato dal dubbio come il principe di Danimarca cantato da Shakespeare (italo Amleto), uomo di grande fede e guerriero (con la spada in pugno/ed il cilicio) amato e detestato (bestemmiato e pianto). Carducci descrive Carlo Alberto con pennellate sapienti e, dopo aver messo in risalto luci e ombre, termina l’ode con l’immagine del re che, dopo la morte, viene accompagnato alla presenza di Dio (scortaron l’alma) dai grandi eroi del risorgimento (come Santorre /di Santarosa). Gli ultimi dieci versi sono costruiti invertendo l’ordine normale degli elementi del discorso: questa lunga anastrofe si conclude con l’invocazione dei martiri al Signore perché, in ricompensa del loro sacrificio, restituisca l’Italia/ a gl’italiani:

     

    A i morti, a i vivi, pe ’l fumante sangue
    da tutt’ i campi,

    per il dolore che la regge agguaglia
    a le capanne, per la gloria, Dio,
    che fu ne gli anni, pe’ l martirio, Dio,
    che è ne l’ora,

    a quella polve eroica fremente,
    a questa luce angelica esultante,
    rendi la patria, Dio; rendi l’Italia
    a gl’italiani

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