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Una nuova lingua per una nuova scienza

Letteratura e teatro

Nonostante il latino dominasse ancora in ambito scientifico favorito dal fatto di garantire la diffusione delle idee e delle scoperte a un livello, certamente elitario, ma sovranazionale, Galileo sceglie di utilizzare l’italiano nelle sue opere più importanti e decisive per la fondazione della scienza moderna. Sono scritti in lingua toscana i primi trattati di Galileo: il saggio breve La Bilancetta (del 1586) e Le operazioni del compasso geometrico e militare (1606) che contiene, nella prefazione, la spiegazione delle ragioni che lo hanno indotto a evitare il latino: l’opera in lingua toscana poteva essere letta da chi aveva più interesse per la «milizia» che per la lingua latina, poteva cioè raggiungere i tecnici, quelli davvero interessati alla materia trattata. Anche se scrive in latino il Sidereus Nuncius, con lo scopo di rivolgersi all’intera comunità degli scienziati entrando direttamente nel dibattito europeo, con le sue opere della maturità, prima Il Saggiatore (1623) e successivamente il Dialogo sopra i due massimi sistemi (1632), il grande trattato in forma dialogica che raccoglie le ricerche di tutta la sua vita, Galileo compie una vera e propria “svolta” linguistica a favore dell’uso del volgare. Nel Saggiatore Galileo costruisce una trama che intreccia latino e volgare in un’alternanza in cui riesce a muoversi con estrema naturalezza, ma attraverso la quale vuole anche rappresentare il confronto tra due visioni della scienza: decide infatti di far esporre in latino le tesi dell’avversario, mentre il toscano è la lingua dei personaggi che sostengono le sue teorie.  Nella scelta del volgare da parte di Galileo hanno avuto sicuramente un peso determinante la consapevolezza e l’orgoglio di possedere una lingua con uno spettro di registri molto ampio, adatta alle scritture più elevate, ma parlata con la stessa ricchezza nelle botteghe per descrivere oggetti e operazioni minute della vita pratica: proprio di questa lingua Galileo intende mostrare di saper sfruttare tutte le possibili declinazioni d’uso. Inoltre, scegliendo l’italiano, una lingua viva con tutte le sue risorse espressive, Galileo apre la strada al confronto inedito nel campo della fisica con il mondo vasto e variegato della tecnica e dei mestieri, offrendo fondamenti scientifici ad applicazioni tecnologiche e prendendo, a sua volta, spunti concreti per effettuare sperimentazioni fondamentali alla verifica delle sue teorie.

 

Termini galileiani presenti ancora oggi nel linguaggio scientifico:

 

 

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