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Morfologia del verbo. Persona e numero

    Sintassi

     

    Nella lingua italiana i verbi hanno forme diverse per essere accordati con il soggetto. Secondo che il soggetto sia di numero singolare o plurale e indichi una “prima persona” (chi parla o coloro che parlano), una “seconda persona” (chi ascolta o coloro che ascoltano) o una “terza persona” (diversa dalla prima e dalla seconda), il verbo dispone, nei modi finiti, di sei forme:

     

    1a persona singolare (soggetto io); 2a persona singolare (soggetto tu); 3a persona singolare (soggetto: egli o lui; ella o lei; esso o essa);

     

    1a persona plurale (soggetto noi); 2a persona plurale (soggetto voi); 3a persona plurale (soggetto loro; essi o essa).

    Proprio perché le forme del verbo italiano indicano già la persona, nell’uso (specialmente orale) l’indicazione del soggetto può essere omessa: si ricava dalle frasi precedenti o dal contesto: si dice normalmente siamo partiti molto presto e così abbiamo evitato la folla sulle strade; non si dice noi siamo partiti molto presto e noi abbiamo evitato la folla sulle strade. (Cfr. scheda 3, Il soggetto nullo con i verbi zerovalenti).

    Lʼuso del soggetto (pronome o nome) è però obbligatorio con le forme della prima, seconda e terza persona del congiuntivo presente, perché questa forma verbale ha più valori: non È meglio che parta!, ma È meglio che io parta,  … che tu parta,  … che lui parta.

     

    Se confrontiamo le lingue considerate, notiamo che il soggetto di una frase temporalizzata in italiano e in spagnolo, a differenza di quanto accade in francese, inglese e tedesco, può essere sottinteso e quindi non espresso; lʼitaliano e lo spagnolo, infatti, sono anche dette lingue a soggetto nullo o lingue pro-drop.

    Si confrontino le seguenti frasi in italiano e spagnolo

    it. stiamo arrivando

    sp. estamos llegando

    con le corrispondenti frasi in francese, inglese e tedesco che richiedono la presenza di un soggetto espresso:

    fr. Nous sommes en train d’arriver / Nous arrivons

    ingl. We are coming

    ted. Wir kommen.

     

    Questa differenza che separa l’italiano e lo spagnolo dalle altre lingue considerate si motiva con la ricca flessione verbale propria di queste lingue. Il paradigma verbale di lingue come l’italiano e lo spagnolo è molto vario e distingue visibilmente tutte e sei le persone. Es. parlo, parli, parla, parliamo, parlate, parlano/ hablo, hablas, habla, hablamos, habláis, hablan

     

    Anche in francese la flessione verbale distingue morfologicamente tra le diverse persone, ma le realizzazioni foniche ne “uniformano” la pronuncia e rendono obbligatoria lʼespressione del soggetto: per esempio la pronuncia delle quattro forme dellʼindicativo presente parleparlesparleparlent è la stessa, e questo comporta la necessità di esprimere il soggetto.

     

    In inglese le forme verbali sono per la maggior parte identiche per le singole persone, fa eccezione nellʼindicativo presente la terza persona singolare. Es. I speak, you speak, he/she/it speaks, we speak, you speak, they speak , mentre in tedesco la prima e la terza persona plurale sono identiche. Es Wir sprechen/ Sie sprechen

                 

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