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Lazio

Varietà dell'italiano
Lazio nella cartina dell'Italia

L'italiano regionale del Lazio è stato riconosciuto come una varietà a sé stante nel quadro complessivo degli italiani regionali. Questo è dovuto principalmente alla precocità con cui è avvenuto il processo di italianizzazione in questa regione, in particolare a Roma e nella vasta area gravitante intorno alla capitale.

 

Roma capitale ha infatti favorito due processi: da un lato la tendenza a “ripulire” la lingua parlata dei tratti maggiormente connotati come dialettali o comunque popolari e ad adottare una varietà più vicina possibile a quella standard (di stampo fiorentino, ma senza i tratti maggiormente connotati della pronuncia); dall’altra, grazie al ruolo assunto appunto da Roma di luogo di irradiazione della lingua nazionale, la diffusione di una nuova varietà della lingua nazionale, denominata anche “varietà romana”. Infatti la presenza degli organi amministrativi e burocratici dello Stato, delle agenzia di stampa nazionali, dei principali studi cinematografici e televisivi ha fatto sì che si concentrassero in un unico luogo le principali fonti di uniformazione e diffusione di un modello linguistico che ha retto almeno fino agli anni ’80 del Novecento, quando, Milano, con l’affermazione del nuovo polo delle telecomunicazioni, ha in parte ereditato il ruolo di centro modellizzante.

 

Pur in questo quadro di grande accentramento intorno alla capitale, nel Lazio si sono conservate varietà linguistiche fortemente connesse alla cultura tradizionale di centri come Viterbo, Rieti, Frosinone. Roma continua comunque a svolgere il suo ruolo di mediatrice di italianizzazione anche per i molti immigrati che specialmente dal sud, ma anche dal nord, vi si sono trasferiti nel corso di tutto il Novecento. Anche se il dato saliente è l’italianizzazione delle parlate che sono entrate in contatto nella capitale, questi movimenti migratori hanno prodotto anche flussi nella direzione opposta e il romanesco ha acquisito tratti dialettali delle zone vicine.

 

Il modello romano ha avuto senza dubbio un’affermazione estesa con però differenze di accoglimento e di esiti. In una descrizione dei fenomeni più caratteristici della varietà romana dell’italiano sarà opportuno distinguere quelli generali da quelli connotati da interferenze dialettali “altre” o da varietà popolari e gergali (quindi diastraticamente basse).