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"Davanti a San Guido"

Letteratura e teatro

Carducci inizia a comporre quest’ode, che fa parte delle Rime nuove, nel 1874 e la porta termine nel 1886, dopo una visita a Castagneto, un bellissimo borgo dove aveva trascorso l’infanzia.

 

Protagonisti della poesia sono i cipressi del lungo viale che collega l’oratorio di San Guido con il castello di Bolgheri, una frazione di Castagneto. Mentre il treno scorre perpendicolare al viale, il poeta ha l’impressione che i cipressi, simili a giovani giganti gli corrano incontro (balzarono incontro) e inizino a parlare con lui: lo invitano a rimanere (Perché non scendi, Perché non ristai?) a ritrovare silenzio e pace nella natura (vedi come pacato e azzurro il mar), simile a una divinità antica e vitale (Pan l’eterno), ad abbandonare le passioni (eterne risse) e i desideri che turbano la sua vita (i rei fantasmi oh non seguire).

 

Ma il birichino di un tempo non esiste più: ormai è diventato una celebrità, un uomo famoso impegnato in mille polemiche (eterne risse, che non tira più i sassi (sassate) e soprattutto (massime) non li tira agli alberi del viale; è un uomo adulto, padre di una bambina, simile a un fragile uccellino (passeretta) che ha bisogno di lui per vivere (non ha penne per il suo vestire); ed è anche un artista che non scende a compromessi come fanno alcuni letterati del suo tempo, moderati e conformisti, che imitando Manzoni per ottenere incarichi e ricompense (né io sono per anche un manzoniano/che tiri quattro paghe per il lesso).

 

Così il poeta continua il suo cammino e mentre si allontana, gli sembra di vedere la cara nonna Lucia mentre scende giù dal cimitero di Bolgheri narrando l’antica fiaba fiorentina di re Porco. Questa figura dolcissima (nonna Lucia) e nobile (signora Lucia) ha come tratto dominante la voce, la favella toscana, vera e bella, tanto diversa dall’uso che ne viene fatto dai seguaci di Manzoni (manzonismo de gli stenterelli) [1]. Nonna Lucia, parla in modo musicale (canora), con l’accento un po’ triste tipico della Versilia[2]; il tono, forte e soave insieme, ricorda i canti popolari del Trecento[3]. Il suono della sua voce fa da contrasto al rumore del treno che , trascina il poeta lontano dai ricordi e dalla giovinezza, allegra e bella come un branco di puledri (polledri), verso una maturità più pacata ma di certo meno colorata e vitale, rappresentata forse dall’asino grigio (bigio). Anche in Davanti a San Guido, come Traversando la maremma Toscana, torna il contrasto fra la dolcezza dei ricordi e la disillusa stanchezza del presente - un pover uom tu se’, dicono i cipressi a Carducci -, rappresentata forse dall’asino grigio (bigio), chiuso in se stesso e indifferente a ogni emozione.

 



[1] Manzonismo è il termine dispregiativo con cui viene indicato un uso esagerato e pedante della la teoria linguistica di Manzoni che proponeva come lingua nazionale il fiorentino parlato dagli uomini colti. Stenterello è la maschera tradizionale di Firenze.

[2] La Versilia è una zona della Toscana: si trova in provincia di Lucca e prende il nome dal fiume che la attraversa.

[3] Il sirventese (letteralmente poesia da servi o poesia del trovatore servente al signore) era una canto di origine provenzale che ebbe in un primo momento argomento politico, poi morale e religioso

 

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