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Dal "Canzoniere": Erano i capei d'oro a l'aura sparsi (XC)

Nel sonetto Erano i capei d'oro a l'aura sparsi Laura è identificata col paesaggio bellissimo che la circonda: è il vento leggero, l’aura, che passa tra le fronde dell’alloro e scompiglia i capelli biondi (d’auro) della donna amata. Ora, come tutte le cose umane, il tempo ha cancellato quella bellezza e quella perfezione, ma esse sono rimaste intatte nella mente del poeta.


Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son sí scarsi;


e 'l viso di pietosi color' farsi
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'ésca amorosa al petto avea
qual meraviglia se di súbito arsi?


Non era l'andar suo cosa mortale,
ma d'angelica forma; et le parole
sonavan altro, che pur voce humana.

 

Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi: et se non fosse or tale
piagha per allentar d'arco non sana.

 

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