"Comune rustico"

    Letteratura e teatro

    Carducci compose Comune rustico, che fa parte di Rime nuove, dopo una vacanza in Friuli, sulle montagne della Carnia. In una lettera alla moglie (30 luglio 1885), il poeta scrive:

     

    Qui sono tutte montagne, e le montagne sono tutte coperte di abeti, a anche di larici, e qua e là di castagni e di faggi: ma sul pendio e in vetta ci sono prati bellissimi , d’un verde tenero e smagliante […]

     

    Affascinato dalla straordinaria bellezza del luogo e dai suoi abitanti semplici ed operosi, Carducci decise di ricercare l’origine di questo antico comune. Trovò solo scarse notizie, che però stimolarono la sua fantasia e lo spinsero a immaginare una società  rispondente ai suoi più alti ideali: Comune rustico descrive la comunità umana a cui Carducci aspira, fondata sulla libertà, la giustizia, il lavoro, il senso del dovere, l’amore per la patria e per la natura. Anche questa poesia inizia con un saluto: il poeta, come accade in Traversando la maremma toscana e in Davanti a San Guido, sta partendo da un luogo che gli è caro e dove amerebbe restare. Nel separarsi dagli alberi di noce (noci), caratteristici della Carnia, il suo pensiero vaga tra i rami di quelle piante secolari (erra) e lo porta a immaginare (sognando l’ombre) la vita in quella terra durante l’età medievale.

     

    Il medioevo che Carducci ha in mente (veggo) è ben diverso da quello descritto dai romantici, popolato da fantasmi (paure di morti) o da compagnie (congreghe) di diavoli e streghe; al posto di queste strane e bizzarre presenze, il poeta vede operosi montanari (rustica virtù) che durante l’estate, la stagione dei pascoli (la stagion de la pastura), dopo la messa, riposano insieme all’ombra dei grandi alberi di noce (opaca ampia frescura) e ascoltano con devozione le parole del console (consol), il magistrato che hanno liberamente eletto. Il console si rivolge per primo ai mandriani e ai pastori: divide i pascoli e li assegna a ciascuno indicando i confini; poi parla agli uomini scelti per la difesa: a loro spetta il compito di salvare il comune dagli invasori che possono arrivare da oriente (unno o slavi), anche a costo della vita. Un fremito di orgoglio riempie i petti di questi valorosi, mentre le donne, con il capo coperto dal velo, piangono e invocano la Madonna perché dal cielo li protegga (madre alma de' cieli). Poi tutti giurano solennemente e a mezzogiorno la piccola assemblea (piccolo senato) si scioglie, mentre il sole brilla sugli alberi e le giovani mucche dal mantello rossiccio (rosse giovenche) pascolano nei prati.

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