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Il "Canzoniere" come "romanzo della propria vita"

Letteratura e teatro

Nel 1948 Saba pubblica il suo saggio Storia e cronistoria del Canzoniere come se fosse la tesi di laurea di un certo Giuseppe Carimandrei.

 

Il poeta scrive questo saggio, dedicato a Giacomo Debenedetti[1], per rispondere alla critica ufficiale che non ha saputo apprezzare il valore del Canzoniere e spesso ne ha frainteso il significato. Il Canzoniere – spiega esprimendosi in terza persona  è il racconto della vita di Saba in ordine cronologico, un'autobiografia dove vengono narrati i fatti, i ricordi, le persone, i luoghi più significativi. È il romanzo della propria vita, scritto utilizzando parole di uso quotidiano o anche della tradizione classica (Petrarca, Leopardi) ma sempre in modo chiaro, con un linguaggio facile, comprensibile a una prima lettura, lontano da complicazioni intellettuali o dalla ricerca di nuove forme espressive. La storia di Saba – bambino, marito, padre, amante – è la storia di tutti gli uomini, semplice e complessa allo stesso tempo, fatta di piccole cose e di grandi, dolorose verità, spesso nascoste o negate. Amo la verità che giace al fondo, scrive il poeta in alcuni famosi versi.

 

In questo passo tratto da Storia e cronistoria del Canzoniere, Saba scrive:

 

Il Canzoniere è il libro di poesia più facile e più difficile di quanti sono usciti nella prima metà di questo secolo... Saba riconosce una certa interdipendenza fra le singole parti della sua opera; una continuità che non può essere spezzata senza danno dell'insieme; che tutto insomma nel Canzoniere, il bene e il male, si tiene, e spesse volte quel bene è condizionato – magari illuminato – da quel male... Il Canzoniere è la storia (non avremmo nulla in contrario a dire il “romanzo”, e ad aggiungere, se si vuole, “psicologico”), di una vita, povera (relativamente) di avvenimenti esterni; ricca, a volte, fino allo spasimo, di moti e risonanze interne.



[1] Giacomo Debenedetti (1901-1967) scrittore, saggista e critico letterario italiano, è stato fra i primi in Italia ad accogliere la lezione della psicoanalisi e delle scienze umane.

 

 

 

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