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I Canti: edizioni e organizzazione

    Letteratura e teatro

    Le edizioni

     

    I Canti contengono le poesie e le canzoni composte da Leopardi fra il 1816 e il 1836. La raccolta non nasce in una volta ma si costituisce nel tempo, attraverso aggregazioni diverse.

     

    L’edizione del 1824 (Bologna, Nobili) ha come titolo Canzoni e contiene 10 di questi componimenti; sempre a Bologna, nel 1826 (Stamperia delle Muse) esce Versi, una raccolta che comprende traduzioni e poesie, di cui 6 già pubblicate a Milano col titolo di Idilli. Sarà Leopardi, nell’edizione fiorentina del 1831 (Piatti) da lui curata, a raggruppare insieme per la prima volta le canzoni e gli idilli sotto il titolo di Canti.

     

    L’edizione del 1835 (Napoli, Starita) include nuove composizioni; la raccolta definitiva, curata da Antonio Ranieri in base agli appunti e alle correzioni fatte da Leopardi, esce nel 1845 a Firenze, presso Le Monnier e comprende le canzoni e gli idilli. A questa raccolta faranno riferimento le edizioni critiche moderne, curate da Francesco Moroncini nel 1927, da Domenico De Robertis nel 1984, da Emilio Peruzzi nel 1998, da Franco Gavazzeni nel 2006 (nuova edizione nel 2009, con l’aggiunta delle Poesie disperse).

     

    L'organizzazione

     

    Le composizioni più antiche sono organizzate per temi, le altre seguono un ordine cronologico.

    Le canzoni composte fra il 1818 e il 1821, collocate all’inizio, hanno argomento patriottico (All'Italia, Sopra il monumento di Dante) o filosofico (Bruto Minore, Alla primavera, Ultimo canto di Saffo).

     

    La canzone di Saffo, che ha tema autobiografico, introduce gli Idilli, cioè i componimenti che nella poetica di Leopardi esprimono situazioni personali, soggettive: quelli scritti fra 1819 e il 1821 (L'infinito, La sera al dì di festa, Alla luna, Il sogno, La vita solitaria), Il primo amore (1817), Il passero solitario, composto forse dopo il 1831, e Consalvo, una novella sentimentale scritta quando il poeta era innamorato di Fanny Targioni Tozzetti.

     

    Seguono i canti pisano-recanatesi, scritti fra il 1828 e il 1830 (Il risorgimento, A Silvia, Le ricordanze, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, La quiete dopo la tempesta e Il sabato del villaggio; altre poesie di argomento amoroso composte dal 1831 in poi (Il pensiero dominante, Amore e morte, A se stesso, Aspasia), due canzoni funebri (Sopra un basso rilievo antico sepolcrale, dove una giovane morta è rappresentata in atto di partire, accomiatandosi dai suoi e Sopra il ritratto di una bella donna) e infine Il tramonto della luna e La ginestra, collocata al termine dei Canti come messaggio finale di grande importanza e respiro, polemico e costruttivo insieme.

     

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