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7. Per concludere

Arti
Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Foto di Giandomenico Ricci. Fonte: Flickr

In conclusione, che italiano è quello della canzone? La sua natura semiotica, di “lingua per musica”, e l’”attesa di poesia” che esso suscita nel pubblico (specialmente più giovane), gli impediscono (e gli hanno impedito ancor più, in passato) di essere una lingua “viva e vera”, ma non (come è stato osservato, anche a proposito del parlato cinematografico e della fiction televisiva) di essere “verosimile” (e, sorprendentemente, in certi casi più vicina alla norma di quanto si pensi, come è stato notato per esempio a proposito dei testi di Tiziano Ferro, vedi Indietro). Intrecciandosi con la storia linguistica dell’Italia unita (ma anche con la storia senza aggettivi della società italiana), il linguaggio della canzone italiana ha potuto ora precorrere, ora riflettere, ora assecondare la lingua degli italiani; funzionare, insomma, come un grande “trasmettitore culturale”. Non solo con le canzoni, ma “anche” con le canzoni, grazie al loro potere evocativo, si è costituito un patrimonio linguistico e culturale condiviso, un serbatoio di memoria collettiva che ci fa sentire tutti, al di là delle differenze regionali, generazionali, sociali, culturali, parte di una medesima comunità.