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Oggettive sì, ma indirette

La casa dove nacque Gino Bartali, in provincia di FirenzeNel 1946 Fausto Coppi vince la Milano-Sanremo, una gara storica, dando quattordici minuti di distacco a Bartali. Bartali spiegò che solo così riuscì ad ottenere dalla sua squadra, la Legnano, uno stipendio più alto: aveva minacciato di vendere tutte le corse.

 

Osserva, questa frase: "Bartali aveva minacciato di vendere tutte le corse". Il verbo minacciare è un verbo trivalente che si costruisce con: 1. un argomento soggetto, 2. un argomento oggetto che indica la persona che si minaccia; 3. un argomento oggetto indiretto che indica “di cosa si minaccia”. Il terzo argomento può essere rappresentato da una proposizione completiva oggettiva indiretta.

 

Anche assicurare nel significato di “rendere certo qualcuno riguardo qualcosa” è un verbo trivalente che si comporta esattamente come minacciare e, come minacciare, può avere al posto dell’argomento oggetto indiretto una completiva oggettiva indiretta.

 

Si comportano come minacciare una serie di verbi:

 

1. Verbi bivalenti pronominali (abituarsi, pentirsi, ricordarsi, dimenticarsi, vergognarsi, ecc.);

2. Verbi bivalenti che reggono un secondo argomento indiretto (tendere, mirare, aspirare, ecc.);

3. Verbi trivalenti che indicano un obbligo imposto a qualcuno (obbligare, costringere, ecc.).

 

Ad esempio:

 

1a. Mi sono abituato ad uscire in bicicletta tutti i giorni.

1b. Mi pento di essere uscita in bicicletta con la pioggia.

1c. Ho dimenticato di gonfiare le gomme della bicicletta.

1d. Mi vergogno di essere arrivata ultima.

 

2a. Quel ciclista aspirava ad arrivare primo.

2b. Quel ciclista mirava a salire sul podio.

2c. Quel ciclista tendeva a restare indietro rispetto al gruppo.

 

3a. La salita obbligò tutti a rallentare.

3b. Il giudice costrinse i ciclisti a rispettare l’ordine di partenza.

 

Tutti questi verbi reggono prevalentemente oggettive di forma implicita. Alcuni verbi del primo gruppo, che non possono che riferirsi al soggetto, reggono necessariamente oggettive il cui soggetto coincide con quello della principale e dunque necessariamente di forma implicita. I verbi del secondo gruppo, però, in uno stile elevato, possono anche reggere un’oggettiva introdotta da “a che” con un verbo al congiuntivo, soprattutto quando il soggetto dell’oggettiva è diverso da quello della principale:

es.

2b. Quel ciclista mirava a che il rivale si ritirasse.