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E. König, "Davide e Golia"

Caravaggio, “Davide e Golia”, dettaglio della testa di GoliaSi pensa che la testa mozzata del gigante Golia, in un quadro della Galleria Borghese, abbia i tratti [i lineamenti del volto] del Caravaggio. Nello stesso tempo si è creduto di individuare un altro autoritratto dell’artista nel volto del giovane Davide che solleva la testa sanguinante di Golia: come se Caravaggio in questo quadro avesse rivelato la propria natura lacerata [divisa]. […] È certo comunque che la testa di Golia richiama un disegno dell’album di Ottavio Leoni (1509-90), che è considerato la migliore raffigurazione del Caravaggio trasmesso ai posteri [l'umanità futura] […].

 

Michelangelo Buonarroti, “Cappella Sistina”, dettaglio di San Bartolomeo martire che fu scuoiato vivo. Il santo tiene in mano la propria pelle, ma il volto di quest’ultima è in realtà un autoritratto del pittore.Identificando l’artista con la testa mozzata di Golia, il biografo Gian Pietro Bellori (1615-96) ha avallato nel 1672 una tradizione che ha il suo primo esempio in Michelangelo (1475-1564): questi ha dato il suo volto, deformato in modo ancora più impressionante, all’involucro della pelle [alla forma esteriore della pelle] che l’apostolo Bartolomeo, dopo essere stato scorticato, tiene in mano nell’affresco del Giudizio Universale nella Cappella Sistina […]. Il grande fiorentino [cioè Michelangelo Buonarroti di Firenze] scorticato, il pittore originario della località lombarda di Caravaggio decapitato: se questo accostamento non è solo un’invenzione dei biografi, il fatto stesso di aver rappresentato se stesso in un capo mozzato è già una smentita alla diffusa convinzione che Caravaggio non si sia mai ispirato nella sua opera ai maestri che lo hanno preceduto»

 

(E. König, Michelangelo Merisi da Caravaggio. 1571-1610, Köln, Könemann, 1997, p. 12).