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Credo che…

Luigi Ganna nel 1914

Qui sotto ti riportiamo alcune frasi del video che hai appena visto; leggile con attenzione:

 

1. "Credo sinceramente che venga da questa bontà il fascino del ciclismo".

2. "Conoscono tutti che cosa significa un cavalcavia, che significa uno sforzo in più!"

3. "Perché sai che cos’è!"

4. "Immagini che cosa possa essere!"

 

Le quattro frasi che hai appena letto sono, dal punto di vista argomentale, identiche. Esse infatti sono costruite con un verbo che indica un pensiero o un’opinione che è espresso attraverso una proposizione con funzione di “oggetto”; queste frasi prendono il nome di “proposizione oggettive”.

 

Le proposizioni oggettive, come le proposizioni soggettive, completano la frase, si dicono pertanto proposizioni completive (dirette e indirette).

 

Le completive oggettive possono svolgere la funzione di complemento oggetto in presenza di verbi:

 

  • che indicano dichiarazioni (dire, promettere, dichiarare, affermare, negare, accettare, chiedere, ecc.);
  • che indicano pensieri e opinioni (pensare, credere, decidere, dubitare, immaginare, sperare, sospettare, ecc.);
  • che indicano volontà, desiderio o timore (volere, desiderare, preferire, sperare, temere, ecc.);
  • che indicano sentimenti (rallegrarsi, dolersi, rammaricarsi, compiacersi, aspettarsi, ecc.);

 

o in dipendenza di alcune espressioni che hanno lo stesso significato: avere voglia/timore/desiderio/idea/sospetto, ecc.