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Cronologia

La nascita

1863

12 marzo 1863 – Gabriele, terzo di cinque figli, nasce a Pescara da Luisa de Benedictis e Francesco Paolo Rapagnetta, figlio adottivo di Antonio D’Annunzio, un ricco commerciante. Col tempo Francesco Paolo contrae molti debiti e dilapida il patrimonio di famiglia.

Gli studi

1874

Studia con profitto nel Collegio Cicognini di Prato, dove si distingue anche per le frequenti trasgressioni alla disciplina scolastica.

Pubblica le prime poesie

1879

Mentre è ancora al liceo scrive le sue prime poesie e il padre ne finanzia la pubblicazione. La raccolta, intitolata Primo vere, ha subito successo. Per fare pubblicità all’opera (ristampata nel 1880) , Gabriele fa diffondere l’annuncio della sua morte in seguito a una caduta da cavallo e poi smentisce di persona la notizia.

Si trasferisce a Roma

1881

Terminato il liceo si trasferisce a Roma e si iscrive alla Facoltà di Lettere senza però laurearsi. In questi anni, comunque, entra in contatto con l’ambiente letterario, diventa giornalista, partecipa intensamente alla vita mondana ed è protagonista di numerosi e avventurosi amori che destano scandalo e contribuiscono a creare la sua fama di artista trasgressivo e inimitabile.

Le prime prose

1882 - 1886

Pubblica Terra vergine, il suo primo volume di prose (1882) e Le novelle di San Pantaleone (1886) che confluiranno nelle Novelle della Pescara (1902). Continua anche l’attività di giornalista come autore di cronache mondane.

Un matrimonio contrastato

1883

Sposa Maria Hardouin, duchessa di Gallese, contro il volere della famiglia di lei. Questo matrimonio permette a D’Annunzio di entrare a far parte della buona società romana e di condurre la vita lussuosa a cui aspira. Da Maria Hardouin avrà tre figli: Mario, Gabriellino e Ugo Venerio. Pubblica Intermezzo di rime.

Raggiunge il successo

1889

Pubblica Il piacere, il suo primo romanzo, che riscuote un grande successo di pubblico e di critica.

Vive a Napoli

1891 - 1893

Si trasferisce a Napoli. Qui conosce la principessa Maria Gravina Cruyllas, da cui ha due figli, Renata e Gabriele. In questo periodo pubblica opere di grande successo (i romanzi Giovanni Episcopo e L’innocente, la raccolta Elegie romanee alcune poesie del Poema Paradisiaco) e collabora a importanti testate giornalistiche come Il Mattino e il Corriere di Napoli di Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao.

Un nuovo romanzo

1895

Dopo la morte del padre si trasferisce a Francavilla, in Abruzzo; un anno dopo pubblica Le vergini delle rocce. Cura anche la traduzione in francese delle sue opere che gli permette di farsi conoscere all’estero.

L’impegno politico e l’incontro con la Duse

1897

Decide di entrare in politica nelle file della Destra: durante la campagna elettorale pronuncia il “Discorso della siepe” con cui difende la proprietà privata e viene eletto deputato alla Camera. Ben presto però, con un gesto clamoroso e inaspettato, passa dalla parte dell’estrema sinistra. Conosce l’attrice Eleonora Duse e stringe con lei una relazione destinata a durare molti anni. Scrive l’opera teatrale Sogno d’un mattino di primavera che va in scena a Parigi interpretato dalla Duse.

Si trasferisce a Firenze

1898

Per stare vicino alla Duse, si trasferisce a Settignano, vicino a Firenze e affitta La Capponcina, una villa vicinissima a quella detta francescanamente della “Porziuncola”, dove abita l’attrice. Qui lavora ai primi tre libri delle Laudi del cielo, del mare, della terra, degli eroi. Per attrarre e conservare l’attenzione del suo pubblico, vive in maniera sfarzosa dedicandosi alle sue passioni – i cani di razza, i cavalli, le automobili e gli aeroplani – circondato da servitori, oggetti di lusso, opere d’arte.

Si dedica al teatro

1899

Si avvicina con grande passione al teatro. A partire da quest’anno scriverà numerosi drammi; fra i più noti: La città morta (1898), interpretato a Parigi da Sarah Bernhardt, La Gioconda (1898), La gloria (1899), Francesca da Rimini (1901), La figlia di Iorio (1904), La fiaccola sotto il moggio (1905).

Nuove pubblicazioni

1900 - 1904

Pubblica un nuovo romanzo, Il fuoco (1900), e Le novelle della Pescara (1902); fra il 1903 e il 1904 escono i primi tre libri delle Laudi: Maia (o Laus Vitae), Elettra e Alcyone.

Nuovi amori

1904

Termina la relazione con la Duse, e altre iniziano con Alessandra di Rudinì e poi con Giuseppina Mancini, variamente trasfigurate nelle sue opere teatrali.

In fuga per debiti

1910

A causa della vita dispendiosa che conduce si copre di debiti. Gli arredi della Capponcina vengono messi all’asta e D’Annunzio si rifugia prima a Marina di Pisa, dove inizia a scrivere il romanzo Forse che sì forse che no, poi a Parigi e ad Arcachon, sull’Atlantico. Durante il soggiorno in Francia scrive il dramma Le martyre de Saint Sébastien (1911), messo in musica da Debussy, e il quarto libro delle Laudi (Merope), che raccoglie le Canzoni delle gesta d’oltremare, in cui celebra la conquista italiana della Libia.

Si arruola volontario

1915

Fa ritorno in patria per sostenere la propaganda degli interventisti, favorevoli all’entrata in guerra dell’Italia; allo scoppio del conflitto si arruola volontario nei Lanceri di Novara.

Rimane ferito

1916

Rimane ferito all’occhio destro in un’incursione aerea. Durante la convalescenza compone il Notturno.

Il volo su Vienna

1918

A bordo di un biplano guidato dal capitano Natale Palli, D’Annunzio sorvola Vienna e lancia sulla città volantini tricolori inneggianti alla grandezza dell’Italia.

L’impresa di Fiume

1919

A capo di un gruppo di volontari (i “legionari”) occupa la città di Fiume che al termine della guerra non era stata assegnata all’Italia, come invece stabilivano gli accordi presi con Francia e Inghilterra. Instaura la “Reggenza italiana del Carnaro”. Questa impresa porta D’Annunzio all’apice del successo e della fama, come scrittore e come patriota.

Si ritira a Gardone Riviera

1920 - 1921

Il governo italiano costringe i legionari ad abbandonare Fiume, che diventa città libera. D’Annunzio, amareggiato e deluso, si ritira nella villa di Carnacco (detta il Vittoriale degli Italiani), nel comune di Gardone Riviera (Brescia), uno straordinario complesso che, oltre alla casa del poeta, ospita palazzi, piazze, giardini e un teatro. Qui D’Annunzio rimarrà fino alla morte.

Principe di Montenevoso

1924

Mussolini nomina D’Annunzio principe di Montenevoso, dal nome della montagna che all’epoca segnava il confine fra l’Italia e la Iugoslavia. Il titolo gli viene attribuito con Regio Decreto del 15 marzo 1924, giorno che celebrava l’annessione all’Italia della città di Fiume. Esce il primo volume delle Faville del maglio, il secondo sarà pubblicato nel 1928.

Scrive ancora

1935

Pubblica il Libro segreto, o più esattamente Cento e cento e cento e cento pagine del libro segreto di Gabriele D’Annunzio tentato di morire, una raccolta di appunti e frammenti molti dei quali scritti in precedenza.

La morte

1938

Muore nella villa di Gardone Riviera a causa di una emorragia cerebrale. Viene sepolto nel mausoleo del Vittoriale.