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La mia storia con l'italiano

Xiyue
Ciao a tutti! Mi chiamo Xiyue, ho 21 anni e vengo da Guangzhou (oppure “Canton”) , una città metropolitana costiera nel sud della Cina, molto vicina a Hongkong. Studio lingua e letteratura inglese. Sono stata studentessa di scambio in Italia per circa dieci mesi negli anni 2013/2014 , Adesso sono in Cina, continuo il mio studio e mi manca un anno per la laurea. >> Perché l’italiano? Mi hanno chiesto molti amici italiani perché ho deciso di studiare l’italiano. Infatti, me l’aveva chiesto anche l’intervistatore dell’ufficio degli affari esteri della nostra università nel colloquio di selezione prima di ottenere l’ammissione di scambio. Prima di tutto, amo le lingue con passione. Credo che l’ultima funzione di una lingua sia lo scambio interpersonale—uno strumento per la comunicazione. Chi ha la competenza di una certa lingua, ottiene una chiave per aprire la porta della sua cultura. Inoltre, la capacità di conoscere le lingue straniere nel mio paese è molto apprezzata dai datori di lavoro. Ma il fatto è che in Cina, di solito, si comincia a studiare l’inglese all’età di otto anni nella scuola elementare come un corso obbligatorio. Quindi , all’università, un gran numero di studenti può parlare un inglese comunicativo nonostante le loro specialità. Conseguentemente, vorrei studiare un’altra lingua a parte l’inglese che mi aiuterà a diventare più competitiva. Sorprendentemente, ho visto una notizia sul sito dell’università che c’è un accordo bilaterale tra nostra università e l’ università di Padova, che ogni anno i primi 15 studenti nell'esame finale del corso facoltativo d’italiano, hanno l'opportunità di andare in Italia con la borsa di studio. >> La difficoltà quando studio l’italiano Per gli cinesi, francamente, l’italiano è difficilissimo! Il cinese e l’italiano sono due lingue totalmente diverse! Non abbiamo la coniugazione, cioè, non c’è la variazione morfologica del verbo. Per esempio, per il verbo“是(essere)”in cinese, usiamo la stessa forma per la prima, seconda e terza (entrambi singolare e plurale) persona. Ma in italiano, devo memorizzarle. “Io, sono; tu, sei, lui/lei; è.. eccetera”. All’inizio, ho avvertito fastidio per fare le frasi. Dovevo pensarci per tantissimo tempo,il che mi ha scoraggiato. Se mi sbaglio, per esempio, “siamo” e “siete”, non capirebbe la gente. Le cose più difficili sono i tempi e le voci, come il passato prossimo, il futuro composto, il congiuntivo...... Mamma mia! >> Come provo a migliorare il mio italiano? Mi ricordo quando ero appena arrivata in Italia, non potevo capire niente.(Anche se l’avevo studiato per già un anno) Per migliorare l’ascolto e l’italiano orale, sono andato al centro del Padova e ho chiesto ai passeggeri di indicarmi la strada anche se sapevo come ci andavo:“Mi scusi, dov’è il Duomo?” “Può dirmi come vado al Prato della Valle?” Ho chiesto queste questioni tantissime volte per aiutarmi a ricordare come chiedere la strada senza esitazione e parlare italiano con coraggio. Intanto, ho provato a capire quando gli italiani mi hanno risposto per praticare l’ascolto. Vorrei dire grazie alla mia professoressa d’italiano, Elena, mi ha aiutato tantissimo. A Parte le lezioni d’italiano al Centro Linguistico, mi ha corretto i miei scritti e mi ha raccomandato di andare in Mediateca. Ci sono materiali di didattica e linguistica e di audiovisivi in lingua italiana. Quando ero libera, ci andavo sempre a guardare i film italiani o prendere i libri in prestito. Mi ricordo che il primo film italiano che ho guardato in Mediateca è Io non Ho Paura del regista Gabriele Salvatores. La prima volta, senza sottotitolo e la seconda l’ho guardato con sottotitolo e ho preso nota. Potevo migliorare il mio italiano con tutti questi impegni a poco a poco.