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"Sylvae"

    Letteratura e teatro

    Le Sylvae (Manto, Rusticus, Ambra, Nutricia) sono quattro dotte prolusioni in esametri ai corsi universitari tenuti sulle Bucoliche di Virgilio (Manto), su Esiodo e Virgilio (Rusticus), Omero (Ambra) e su più grandi poeti dell’umanità, dalle origini fino alla Firenze dei Medici (Nutricia). La prima sylva, composta da 373 versi, deve il titolo a Manto, la famosa indovina figlia di Tiresia, che diede il nome alla città di Mantova, patria di Virgilio; Rusticus, di 569 versi, esalta la vita sana e dignitosa dei contadini e dei pastori; Ambra (625 versi), che prende il titolo da due sylvae di Stazio in cui vengono cantate bellissime ville, si conclude con la descrizione della villa di Poggio a Caiano che porta lo stesso nome; Nutricia (790 versi), termine che indica la ricompensa dovuta alle balie, è scelto per rendere omaggio alla poesia, nutrice della bellezza e della civiltà.

     

    Poliziano mutua il titolo Sylvae dal poeta latino Publio Papino Stazio che usa questo termine sylvae per descrivere poesie scritte in modo improvvisato sotto la spinta dell’ispirazione, in cui si mescolano vari argomenti. Le Sylvae di Poliziano, in realtà, non sono certo improvvisate e ruotano intorno all’idea della poesia come guida per l’uomo nel suo cammino verso la civiltà e strumento privilegiato per comprendere la realtà e la storia.

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