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"Rime" - Poliziano

Letteratura e teatro
Angelo Poliziano. Fonte: Wikimedia Commons

Le Rime sono una raccolta di oltre cento componimenti, per la maggior parte rispetti[1], strambotti[1] e ballate[1], che trattano temi giocosi e d’amore. Per molto tempo la critica ha ritenuto che le Rime fossero un’opera minore di Poliziano, un intrattenimento con cui distrarsi da impegni artistici più seri. Di recente, invece, si è appurato che Poliziano le ha scritte in età matura, in contemporanea con i grandi lavori di filologia sui testi latini e greci, e con uno scopo preciso: migliorare e ampliare le capacità espressive del volgare trasferendovi temi e motivi della classicità. Per quanto riguarda la disposizione dei componimenti, molti studiosi – in particolare Giovanni Pascoli- hanno cercato di appurare se fosse o meno opera di Poliziano, ma i dubbi non sono ancora stati del tutto chiariti. Fra i testi più famosi, la ballata Ben venga maggio, composta in occasione del Calendimaggio, festa della primavera, per essere cantata con accompagnamento musicale e I’ mi trovai fanciulle un bel mattino, ambientata a maggio in uno splendido giardino; in questa ballata torna il motivo della giovinezza e della bellezza che fuggono via, accompagnato da un invito alle fanciulle perché godano a pieno di questi doni della vita (cogliàn la bella rosa del giardino) prima del loro svanire.

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