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"Mirra"

Letteratura e teatro

Un capolavoro che ha riscosso grandi successi di pubblico è la Mirra. Ideata nell’ottobre 1784 e versificata nel 1786, la sua vicenda è più lontana dai sentimenti “politici” che di solito animano le tragedie alfieriane, mentre fa risaltare i risvolti tragici dei sentimenti umani. La storia è quella dell’amore incestuoso di Mirra per il padre Ciniro, re di Cipro, già narrata nelle Metamorfosi di Ovidio. L’autorità del padre e della madre Cecri non è connotata qui dalle consuete caratteristiche tiranniche attribuite da Alfieri ai personaggi potenti e autorevoli. La stessa protagonista, Mirra, è una giovane dolce e remissiva, ben lontana dall’ardore ribelle tipico dei personaggi alfieriani che si scontrano con il tiranno. La tragedia esplode dopo il suicidio di Perèo, promesso sposo di Mirra, che la giovane respinge durante la cerimonia nuziale. Il successivo disvelamento al padre del suo amore segreto provoca in lei un fulmineo gesto suicida e, contemporaneamente, l’allontanamento inorridito dei genitori dalla figlia fino a quel momento amata.

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