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"La locandiera"

Letteratura e teatro

Viene rappresentata nel 1753 al teatro Sant’Angelo. Il personaggio della locandiera è interpretata dall’attrice Maddalena Marliani e Goldoni, com’è sua abitudine, costruisce il testo su misura per lei. La commedia è ambientata a Firenze[1], nella locanda che Mirandolina, una giovane donna, attraente, vivace e astuta che, con l’aiuto del cameriere Fabrizio, gestisce la locanda avuta in eredità dal padre. Tutti i clienti della locanda corteggiano Mirandolina, in particolare il Marchese di Forlimpopoli, che per necessità ha venduto suo titolo nobiliare e il Conte d'Albafiorita, un mercante che, grazie al denaro, è entrato a far parte della nobiltà. Il primo crede di poterla conquistare con la protezione, l’altro con il denaro; la locandiera illude entrambi e non si concede a nessuno dei due. A complicare le cose giunge il Cavaliere di Ripafratta, un aristocratico che odia le donne.


Il Cavaliere si comporta in modo arrogante: si lamenta del servizio, tratta Mirandolina come una serva e prende in giro i due pretendenti perché corteggiano una donna del popolo. Mirandolina, per vendicare il suo orgoglio ferito, decide di far innamorare l’altezzoso aristocratico. Utilizzando tutte le arti femminili riesce a conquistare il Cavaliere, scatenando rivalità e gelosie fra i tre pretendenti. Alla fine, fra la sorpresa di tutti, Mirandolina chiede a Fabrizio di sposarla e gli promette che per lui rinuncerà a farsi corteggiare dagli altri uomini. La commedia termina con la locandiera che, orami decisa a cambiar costume si rivolge al pubblico invitandolo a far tesoro di quanto hanno visto e a non lasciarsi ingannare da donne come Mirandolina.




[1]Così scrive Goldoni nella Presentazione: Deggio avvisarvi, Lettor carissimo, di una picciola mutazione, che alla presente Commedia ho fatto. Fabrizio, il cameriere della Locanda, parlava in veneziano, quando si recitò la prima volta; l’ho fatto allora per comodo del personaggio, solito a favellar da Brighella; ove l’ho convertito in toscano, sendo disdicevole cosa introdurre senza necessità in una Commedia un linguaggio straniero.

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