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"Eva"

Letteratura e teatro

La storia è narrata in prima persona dal protagonista, Enrico Lanti, un giovane pittore arrivato a Firenze da Catania in cerca di fortuna. Al teatro La Pergola, durante un veglione, Enrico incontra Eva, una ballerina di varietà che vive nel lusso e nell'agiatezza: i due s'innamorano ed Eva decide di abbandonare il teatro e di andare a vivere col suo pittore in una soffitta. Ben presto, però, la miseria e la monotonia del quotidiano distruggono l'amore, come scrive Eva nella sua lettera di addio. Enrico, deluso, abbandona gli ideali artistici e si adegua al gusto mediocre del pubblico ottenendo così successo e ricchezza. I due si incontrano di nuovo e il giovane vorrebbe riprendere la relazione, ma Eva ha un altro uomo e rifiuta. Enrico sfida il rivale a duello e lo uccide, senza riuscire però a riconquistare Eva. Ammalato e infelice, farà ritorno in Sicilia per morire vicino ai familiari.

Il romanzo è preceduto da una Prefazione nella quale Verga, con toni duri e decisi, fa sue le idee della Scapigliatura attaccando la falsa morale della società borghese e dichiarando che il suo romanzo racconta la realtà delle cose senza rettorica e senza ipocrisie.

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