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"La cognizione del dolore"

Letteratura e teatro

In questo romanzo, fortemente autobiografico e a sfondo “giallo”, scritto dal 1937 e pubblicato sulla rivista fiorentina "Letteratura" tra il 1938 e il 1941 (in volume presso Einaudi nel 1963, con la fondamentale introduzione di Gianfranco Contini), Gadda affronta il complesso rapporto, fatto di amore e di odio, che lo ha legato alla madre, morta l’anno precedente. Le vicende si svolgono in un immaginario Stato dell’America Latina, il Maradàgal (in cui si individua l’Italia degli anni Venti) , ma le usanze, le abitazioni, il paesaggio sono quelli della Brianza, dove Gadda ha trascorso l’infanzia. Al tema autobiografico si intrecciano una violenta satira del fascismo e l'attacco alla società borghese e conformista, ai suoi miti.

 

Protagonista è don Gonzalo Pirobutirro d’Eltino, l’alter ego dell’autore: come lui è ingegnere, ha perduto il fratello e nutre un profondo risentimento verso la madre (la Signora), che in passato l’ha costretto a grandi privazione per costruire la villa di famiglia; per questo vive come un insulto e un’ingiustizia anche la generosità che la donna mostra verso i contadini. Gonzalo detesta i contadini, che descrive come esseri stupidi e miserevoli, capaci di esprimersi solo con suoni gutturali, ma diffida anche dei possidenti e rifiuta la protezione della Nistitùo, un’associazione di guardie notturne incaricata di vegliare sulla loro sicurezza. Anche il vicino di casa di Gonzalo, il cavalier Trabatta, non vuole avere a che fare con l’associazione e assolda per suo conto due giovani guardie del corpo. Saranno proprio le due guardia, insospettite da strani rumori, a entrare nell’abitazione di Gonzalo e a fare una tragica scoperta: la Signora è stata brutalmente aggredita ed è ormai in fin di vita. Chi è responsabile del delitto? Il figlio Gonzalo, spesso in lite con la madre? Le poco raccomandabili guardie della Nistitùo? Il romanzo termina senza una vera conclusione, lasciando in sospeso il lettore riguardo all’identità del colpevole (molto probabilmente non il figlio).

 

La contaminazione e la mescolanza dei generi (lirico, drammatico, satirico, grottesco) trova riscontro nel plurilinguismo del testo, in cui si alternano con sapiente calibratura italiano, milanese, spagnolo, dialetti del sud, riproducendo la complessità e il disordine del reale.

 

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